Venezia: A tu per tu con l'artista Lucia Balzano selezionata per il grande canale della pace - 9 maggio a Palazzo Bollani Stampa
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VeneziaNews - Eventi
Scritto da Daniela Lombardi   
Lunedì 11 Maggio 2015 14:36

Venezia:  A tu per tu con l'artista Lucia Balzano selezionata per il grande canale della pace - 9 maggio a Palazzo Bollani

Cosa significa per lei essere stata selezionata nel Grande canale della Pace?
E’ un onore contribuire ad un progetto nobile come quello della Pace, l’arte è un mezzo efficace per denunciare delle situazioni, del malessere che affligge l’umanità, un modo per dar voce ai soprusi e alle violenze, ma racconta anche la bellezza, l’amore e la pace, e l’arte, soprattutto nel passato, ha raccontato l’amore e la bellezza molto bene.


Qual è il suo messaggio artistico?
Voglio parlare delle donne, ormai troppe, che subiscono violenze, in questo lungo periodo storico dolorosissimo, è sotto gli occhi di tutti di quante giovani donne sono rese schiave, private della loro dignità e della loro vita, e con loro i bambini, e con loro tanti uomini privati della vita in modo impensabile.

Come nasce un’idea?
Nel silenzio… disegno nella mia testa quello che sento di dover fare, cancello, riprovo… tutto avviene dentro di me, una volta che concludo questa fase posso accompagnarla da qualche schizzo, ma prima devo vedere il lavoro finito nella mia testa.
Poche volte invece, inizio senza un’idea, prendo un blocco di creta o altro materiale, e, man mano che vado avanti le idee si affacciano da sole, dietro la mia spalla, come se qualcuno le suggerisse…

Che cos’è per lei l’ispirazione?
E’ un momento in cui qualche nodo che hai dentro si scioglie all’improvviso prende forma, e queste forme le vedo danzare davanti ai miei occhi chiusi… all’alba, si, spesso all’alba.

In che circostanza vengono le idee migliori?
Quando assisto o leggo sulla violenza.
La sofferenza e le ingiustizie mi fanno stare molto male, e racconto questo malessere attraverso il mio lavoro; certo, vorrei parlare della felicità, ma la felicità può vivere da sola, ha già tutto, ma la sofferenza no, ha bisogno di essere raccontata,è un modo per esorcizzarla, e, come già detto l’arte è un modo efficace e non offensivo per denunciarla, e io lo farò finché vivrò.

Qual è la prova del nove per capire se un’idea è valida oppure no?
Un’idea è valida quando nasce dalla tua essenza, senza interferenze e interessi alcuni che arrivano dall’esterno, qualcuno ha detto “L’arte nasce nel bisogno e muore nella ricchezza”, e forse è un po’ vero…quando si diventa famosi si è un po’ meno artisti, ma non correrò questo rischio.

Tre idee creative che piacerebbe fossero venute a lei?
In genere, non mi identifico mai in un’altra persona ma… “Guernica” di Picasso, avrei voluto dipingerla io! Per me è in assoluto la più bella opera di arte contemporanea che esiste, l’equilibrio della composizione simmetrica, ha usato solo una scala di grigi, per rendere la drammaticità di ciò che stava rappresentando, bellissimo, nel vederlo dal vivo ho avuto un’emozione molto forte.
Picasso, ha dovuto sottostare ai gusti dei critici, e lo confessa in una lettera che scrisse a Giovanni Papini, (naturalmente poco pubblicizzata), dove fa dei commenti durissimi alla società del tempo, colpisce duramente i critici che definisce i “raffinati, i ricchi, degli sfaccendati ” e racconta che i suoi dipinti del periodo Rosa e Blu, erano rinnegati all’epoca, “Volevano da me cose pazze…scandalose, e io li ha accontentati questi avidi…facendo cose pazze, e meno mi capivano e più mi ammiravano...Io sono solo uno che ha capito il proprio tempo e ha sfruttato il più possibile l’imbecillità,la vanità, la cupidigia dei contemporanei!L’artista è bravo in base a quanto vende, a quanto è ricco e a quanto fa scandalo!” -Picasso-
Dico questo per dire che oggi non è cambiato tanto da allora!

Quando e come ha iniziato a vedersi come un’artista?
Io non mi sono mai vista come un’artista, perché penso che esserlo fa parte di ogni essere umano, ognuno può esserlo in un modo diverso, se guardo un aurora e ne rimango incantata è un gesto d’arte il guardare una bella cosa.
Spesso da bambina mi isolavo dai giochi per raccogliere nel palmo della mia mano i riflessi d’arcobaleno di un cristallo sfaccettato, ecco forse mi accorgevo che ero l’unica a farlo, e ne studiavo i colori e poi li dipingevo.
Vedi “Acchiappare la luce” su Youtube

Perché la maggioranza degli artisti hanno delle personalità complesse?
Dipende dalle situazioni, qualche volta la quotidianità della famiglia non ti permette di continuare nella tua ricerca artistica, devi tenere a bada il tuo desiderio di creare, è una lotta che in passato ho dovuto affrontare sempre, ma questo non mi ha creato dei problemi perché ho vissuto la mia vita di mamma molto felicemente prima e orgogliosamente dopo.

Come si deve valutare un’opera artistica?
In base al messaggio che manda e quanto questo viene recepito…L’ arco della mia sensibilità lancia una freccia sperando che raggiunga l’obiettivo.

L’artista deve reinventarsi ogni giorno?
Non necessariamente per tutti, per quanto mi riguarda certo è che ogni giorno cambiamo, cambiano le situazioni , il tempo che viviamo, le idee, cambia il nostro volto, tutto cambia quello che era prima dopo non è più, il cambiamento fa parte della vita, si può cambiare parere, convinzioni, idee e la creatività và di pari passo con questi cambiamenti, ma c’è una parte di me, più intima che è rimasta fedele e salda ad alcuni principi che ho assorbito nella mia lontana infanzia…
Non sono legata ad uno stile, in certi casi lo stile è la “gabbia”, (giusto per restare nel mio tema), che certi sistemi ti impongono per essere riconoscibile, magari non bravo ma riconoscibile.
Il cambiamento, e la natura ce lo insegna, è vita.

Che artisti ammira e in che modo hanno influenzato le sue opere?
Non sono stata influenzata ma ammiro tanti artisti dell’impressionismo, ma Van Gogh è nel mio cuore, non nel periodo iniziale ma poco più tardi, ha dipinto solo 8 anni, il mio preferito è “Vaso con Iris”, dipinti che emozionano solo se visti dal vivo, e, come ho già detto Picasso, anche se tante sue opere le scarterei, e tra le ultime Louise Bourgeois una icona dell’arte femmina, ma lei raccontava della violenza perché l’aveva subita da un padre prepotente, io racconto la violenza che subiscono gli altri.

Qual è la sua opinione sulle sovvenzioni pubbliche dell’arte?
Che sono lo specchio della politica Italiana: no meriti, si conoscenze.

Le dispiace doversi staccare da un pezzo che ha venduto?
Sempre.
Si compera l’opera o si compera l’artista
L’opera e la speranza che un giorno abbia molto valore.

Nell’arte non ci sono guide, come sa qual è la cosa successiva da fare?
Oggi per esempio lo so, perché ho visto degli eventi che mi hanno colpito, ma in genere mai.

Che ruolo hanno giocato nella sua traiettoria le figure del mercante, rappresentante, gallerista intermedi in generale?
Ho avuto contatti con un paio di galleristi e mi sono piaciuti molto, in particolare i consigli di un gallerista di Milano: Andrea Schubert, un vero professionista.

Che cosa consiglierebbe a chi inizia?
Tanta voglia di fare, non scoraggiarsi davanti alle delusioni, e affrontare le situazioni con dolce fermezza.
Lucia Balzano
DANIELA LOMBARDI PRESS OFFICE 339-4590927 0574-32853

 

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Ultimo aggiornamento Sabato 16 Maggio 2015 15:06