|
OnLine |
|
We have 448 guests online |
|
Notizie Flash |
There are no translations available.
Un fatto nuovo: In calce a gli spunti e riflessione che seguono - resi pubblici in data 30 aprile u.s.- la risposta pervenuta da Antonio di Pietro
datata 3/05/2012 10:39 La rende pubblica oggi, a chiusura delle Amministrative In sottoscritto non commenta, ai singoli elettori valutazione e decisione.
|
|
Read more... |
|
|
 |
IschiaNews
-
Ischia Porto si estende lungo la costa nord-orientale dell'isola e ne é il principale centro. La sua superficie è di circa 9 Kmq e conta una popolazione di circa 17.200 abitanti. L'altitudine media è di 70 metri. Posto sulla parte orientale dell'isola si stende dalle colline di S.Alessandro al Castello Aragonese. Ischia confina a Sud col Comune di Testaccio, dal lato di Campagnano verso le colline di S. Pancrazio, a sud-ovest col territorio di Barano verso il Cremato sulle campagne di Piejo, a nord col Comune di Casamicciola, dalla parte della Villa de'Bagni verso la Cercola e Quercia. Il territorio é suddiviso in due principali toponimi: Ischia Porto, anticamente chiamato Villa dei Bagni per la presenza di diverse terme, e Ischia Ponte, l'antico Borgo di Celsa. Gli altri quartieri sono: S.Michele, S.Antuono, Campagnano, S.Alessandro, S.Ciro. Il nome di Ischia è stato esteso a tutto il comune in età recente, mentre anticamente la "Città d'Ischia" era costituita dal cosiddetto "Castello Aragonese", dove aveva sede il governatore dell'isola e il vescovo della diocesi. La cittadina é circondata da una lussereggiante pineta che si stende sino alle spiagge.
|
|
EUROPA (E BACINO MEDITERRANEO) – ITALIA: 3 – 0 |
|
|
|
|
IschiaNews -
Cronaca
|
|
Written by Tina Taliercio
|
|
Thursday, 20 October 2005 17:58 |
|
There are no translations available.
Se è vero che la concorrenza di mercato è un presupposto fondamentale dell’economia liberale, allora sarà bene guardarsi un po’ intorno, in questo scorcio di stagione turistica dal sapore decisamente amaro. Secondo il Centro Studi Confindustria, che ha presentato recentemente a Napoli i risultati di una sua ricerca sulla competitività dell’Italia rispetto agli altri Paesi, l’Europa (negli anni ’70 dominata dall’Italia, prima assoluta nell’industria turistica) vede oggi Paesi come la Spagna primeggiare in questo settore (accanto a Francia, Germania e Gran Bretagna) e vantare peraltro prospettive ulteriori di crescita di molti punti superiori a quelle dell’ormai ex Belpaese. Un dato significativo indica che tra il 1990 ed il 2004 si è verificato un poderoso incremento nel movimento turistico dell’intero pianeta, pari a circa il 68%; si è passati infatti dai 450 milioni di 14 anni fa ai 750 dell’anno scorso. Ma in questo contesto fortemente dinamico l’Italia ha visto calare in maniera più o meno costante le sue quote di mercato, attestandosi, allo stato attuale, appena al 4,9%. Al vertice della classifica mondiale spicca la Francia (9,9%), seguita dalla sorprendente Spagna (7,1%), dagli Stati Uniti (6,1%) e dalla Cina, che, con il suo 5,5% ha operato il sorpasso proprio all’Italia. Escluso a priori che durante i suoi decenni di boom turistico l’Italia abbia venduto aria fritta, i motivi del grave calo di presenze e soprattutto della sua perdita eclatante di competitività vanno ricercati nella mancanza di investimenti mirati, nelle ormai obsolete infrastrutture turistiche e nel caro-prezzi. Da parte dell’attuale Governo i segnali sono estremamente negativi, nel senso che la sfera Turismo non rientra evidentemente negli obiettivi che lo stesso si è prefissato, preso come è a produrre leggi personalizzate, in cui quella che dovrebbe essere ancora una delle attività protagoniste della vita economica dello Stivale, non suscita il benché minimo interesse né alcuna preoccupazione. A onor del vero, va detto che, durante questa legislatura, c’è stato un momento in cui l’esecutivo si è, come dire, concentrato sulla materia, ossia quando ha lanciato l’astuta, brillante idea di mettere in vendita diversi beni artistici nonché le spiagge. Un’idea davvero illuminata, di cui, da Chiasso e il Brennero in poi stanno ancora discutendo, per capire se si tratta dell’ennesima tragicommedia all’italiana o se non sia il caso di preoccuparsi sul serio. Di investimenti pubblici VERI nemmeno l’ombra, mentre la Spagna riesce a impartirci una bella lezione di competenza e lungimiranza. Il 7% in meno di turisti esteri che quest’anno hanno scelto l’Italia si è sicuramente in buona parte riversato in Spagna, dove i tedeschi (da sempre colonna portante del nostro incoming, con una quota di presenze, nel passato, pari a circa il 40% del totale visitatori esteri) hanno fortemente incrementato le statistiche nazionali. Non a caso, nel Paese iberico gli arrivi dall’estero crescono attualmente di ben il 6% l’anno. Le stesse grandi opere promesse quattro anni e mezzo fa da Berlusconi, durante la “stipula” del contratto con gli italiani, sono rimaste di fatto solo promesse (per chi ci aveva creduto). E non consola che proprio in questi giorni il gruppo Impregilo abbia vinto la gara di appalto per l’inutile e dannosa costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, che non è certo il tipo di opera strutturale di cui abbiamo bisogno per rilanciarci sul mercato internazionale e che comunque non attirerà alcun turista, ma solo una manciata di “curiosi”, gli stessi che intelligentemente bloccano i soccorsi con la loro presenza, quando si verifica ad esempio un incidente in autostrada. Le regioni, che avrebbero potuto giocare un ruolo centrale, unendosi in sinergie, creando itinerari a tema, percorsi storici, archeologici, ambientali, puntando su investimenti pubblicitari forti, si vedono tagliare nettamente le proprie risorse dalla finanziaria 2006, allo stato in iter parlamentare, a cui seguirà il vaglio delle autorità di Bruxelles. Accanto alla (meritata) affermazione della Spagna, alla conferma della Francia, della Gran Bretagna e della Germania, vanno considerate anche le altre realtà che si affacciano sul Mediterraneo: Croazia (dove un soggiorno, a parità di qualità, costa meno della metà che in Italia), Tunisia e Grecia - e qui non si può neanche pensare di obiettare che, oltre alle bellezze paesaggistiche, non ci siano anche quelle storiche e archeologiche. D’altronde, in un Paese turisticamente in crisi, accanto al miglioramento delle infrastrutture e all’organizzazione in generale, un ruolo-chiave dovrebbe essere giocato dalle politiche sui prezzi. E qui il gatto si morde ancora la coda: come si possono ridimensionare i prezzi, se il Paese è in evidente recessione ed il costo del lavoro continua ad essere sproporzionatamente elevato rispetto al resto d’Europa? L’unica soluzione è di tipo politico. Solo un cambiamento di rotta deciso, orientato verso l’occupazione, la valorizzazione del territorio ed un’equa re-distribuzione delle risorse (a discapito dei tanti confini che la dissennata politica leghista vorrebbe tracciare lungo la penisola) potrebbero operare il cambiamento in positivo. A questo andrebbe finalmente aggiunta una nuova, diversa considerazione della forza-lavoro proveniente da Paesi svantaggiati come il Nord Africa e l’Est europeo, una forza lavoro che spesso offre competenze qualificate e che, anche quando queste mancano, si fa carico di oneri e fatiche che noi europei non concepiamo più.
This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it
|
|
|
AUSILIARIO E COMPAGNA MULTANO UN AUTOMOBILISTA MENTRE È IN CODA PER TIMBRARE IL TICHET |
|
|
|
|
IschiaNews -
Cronaca
|
|
Written by Ida Trofa
|
|
Wednesday, 19 October 2005 17:56 |
|
There are no translations available.
Inutili i tentativi della donna di far ragionare i due operatori che anzi facendo finta di non sentire i richiami e le richieste di udienza camminando senza voltarsi. Ma sicura del fatto suo l’utente ha rincorso i due operatori fino a Piazza degli Eroi. Non c’è stato comunque verso, i pizzardoni sorridendo sornioni e beffandosi della malcapitata hanno spiegato che ormai avevano fatto e che il ticket non serviva se non per continuare a sostare. Anche al comando vigili ischitano, informato dalla stessa dell’accaduto, si professano incapaci ed impossibilitati ad intervenire. Il dubbio che non si tratti di una società di servizi bensì di una associazione per soli fini di lucro che specula sui cittadini ed i lavoratori, è fondato, tanto più che da facoltà ai suoi dipendenti di deridere gli utenti ed i malcapitati colpiti da operatori sordi, cecati ed incapaci che abusano del “potere” e sottoscrivono il falso rubando sui minuti. Sulla questione avanza l’azione legale. Ad Ischia ogni diritto dei cittadini persino quello di essere ascoltato viene calpestato e dove ci sono le strisce blu tutto è lecito, purché si possegga un cartellino. Ma esiste o meno il rispetto per le persone e soprattutto per i lavoratori che già lottano con la fatica di trovare il tempo per stare dietro alla burocrazia ed ai tanti problemi quotidiani? Direi di no! Il dictat è fare soldi, verbalizzare e fregarse, sorridere sornioni e rispondere: ci dispiace ma quel che è fatto è fatto… ameno che il soggetto non sia il solito notabile o persona conosciuta. Quel che fa rabbia non è l’impossibilità di trovare una soluzione, ma il modo ingiusto in cui si agisce contro i poveracci chi ingenuamente crede ancora nello stato nelle regole e nella divisa, in Italia non è impossibile chiedere giustizia e legalità, è inutile! Erano da poco passate le 12 e un quarto di venerdi scorso in via Michele Mazzella un automobilista parcheggia e poi si mette in movimento per comprendere il procedimento dell’acquisto ticket di parcheggio. Trattandosi di un fuori comune il costo è di 2.00 euro. La donna che poco distante aveva parcheggiato la sua punto grigia si allontana per cambiare una banconota di cinque euro, il tempo necessario per attendere che gentilmente il negoziante le dia indietro le monete e poi si mette in coda per acquistare il Ticket. Nel mentre, dietro di lei operano due soggetti in borghese con un cartellino in petto. La donna ignara di quanto stessero facendo tranquillamente attende il suo turno, sicura di essersi comportata da cittadino civile che segue le regole, compra il ticket, erano le 12.20, torna all’auto e vi trova una multa, o meglio un accertamento di violazione alle norme di circolazione stradale in cui si contesta il giorno 7 ottobre del 2005 alle ora “12.10” nella suddetta via ad opera dell’accertatore che non facendo altro riferimento ad infrazioni, modalità tipologia ed altro chiude barrando la casella “Assenza del trasgressore”. Assenza del trasgressore? Ma come se quella poveraccia l’ha inseguito per mezza Ischia, tentando si di farsi ascoltare e di ricordale che era lei la persona in coda alla colonnina del parchimetro! Un bel coraggio o meglio il coraggio che i codardi mostrano quando si sentono investiti di un ruolo pur non comprendendone lo scopo, il ruolo e la funzione! Che fine a fatto la funzione sociale del personale posto a tutela e garanzia dell’ordine pubblico, questi pizzardoni buon a rimpinguare le case di questa o quell’altra società, senza senso del dovere e del consono hanno mai pensato all’effetto che questo loro agire leggere ed incurante dell’utente che non è solo un guidatore da multare,vessar e tartassare, ma è soprattutto un essere umano con la sua dignità il suo amor proprio, la sua coscienza! Invece non con un ghigno strafottente si da e si attesta la condizione di fuori legge di un uomo, una condizione basata sull’accertamento fasullo di un tizio in borghese con un cartellinio che dice di essere un ausiliario a cui sono stati conferiti grazie al calcio in culo di qualche eminenza grigia della serie, i poteri di fare il pizzardone… perché sol così può nomarsi un soggetto del gener. Un soggetto che messo dinanzi all’evidenza del suo agire pregiudizievole e calunnioso non a saputo rispondere altro che :«quel che fatto è fatto e che non aveva visto la donna ferma alla colonnina in attesa di timbrare il ticket» , o meglio che« non poteva sapere che era lei, a donna ferma al palo, la proprietaria di quell’auto grigia». Bene, ma ora che lo sapeva e che il ticket insieme all’orologio e alla consapevolezza di aver falsato l’orario di verbale dimostravano che la contravvenzione era stata elevata ingiustamente perché non ammetter il proprio errore invece di sghignazzare, multatore e compagna al cubo, e tentare di venire in contro a quella lavoratrice che con difficoltà rubando tempo alle sue ore libere cercava di sbrigare una importantissima commissione senza togliere nulla a nessuno, persino a quella norma che vuole si paghi la sosta dei veicoli su suolo pubblico a fronte della totale assenza legalmente prevista di spazi per la sosta libera. Nulla da fare il pizzardone che tra l’altro opera, ma la sua funzione e operatività e dalla dubbia validità legale non ha ascoltato ragioni e la donna si è vista costretta prima a rivolgersi al comando vigili locale che, non avendo potere in merito agli ausiliari, l’ha dirottata presso il dirigente locale, pare, della Cipes, e dove udite udite lo stesso ha dichiarato di non poter dare una risposta all’utente in questione e che, per giuste che siano le sue lamentele, l’itera faccenda riguardava la Cipes stessa che è ditta non del loco e con sede nel milanese. Allora che fare, rivolgersi alla magistratura non già per la questione economica ma per sancire un diritto inalienabile quello della dignità e della certezza delle norme che non devono fare da strumento ed arma nelle mani del primo venuto, anzi essere sostegno e sicurezza di tutti i cittadini indistintamente che non devono più temere di esser calunniati e tacciati di bugiardo dal primo venuto che si crede di essere il Padreterno. Mi pare si dica abuso di potere e falso in produzione degli atti… mi pare! |
|
IL RAPPORTO ANNUALE SULLO STATO DI SALUTE DEI NOSTRI MARI CONFERMA L'ESTREMA NECESSITA' DI INTERVENTI CORAGGIOSI. |
|
|
|
|
IschiaNews -
Cronaca
|
|
Written by Tina Taliercio
|
|
Tuesday, 23 August 2005 17:51 |
|
There are no translations available.
Un caso emblematico in cui il proverbio “Bene o male, purché si parli di noi” viene totalmente smentito. Dopo i consueti due mesi di navigazione delle tre golette verdi di Legambiente, i risultati delle rilevazioni sono stati diffusi nei giorni scorsi, rappresentando per la nostra regione l’ennesimo “nodo che viene al pettine”. Abbiamo (evviva) conseguito il primato, ma, ancora una volta, nell’accezione negativa del termine. Siamo infatti gli ultimi di tutta Italia in quanto ad acque pulite, con buona pace di chi ancora promuove la nostra area come ricca di coste dal mare cristallino, blu cobalto, trasparente e incontaminato. Altrochè, quando ci mettiamo d’impegno, riusciamo a fare le cose per bene. E allora, meglio un sonoro primato piuttosto che una “anonima” presenza a metà classifica. E dire che, ancora una volta, il clima ci aveva supportati notevolmente: l’estate attuale non ha registrato temperature eccessivamente elevate, l’indice di piovosità è stato superiore a quelli degli scorsi anni ed il superaffollamento dei litorali non si è verificato – ed ecco che ciò che economicamente rappresenta un problema serio, poteva trasformarsi in un vantaggio per l’ambiente e quindi per le future politiche turistico-commerciali. Uno degli indicatori principali nella valutazione dei nostri mari è la carica batterica risultante dalla loro analisi. Malgrado il numero inferiore di bagnanti sulle nostre coste, le costruzioni abusive sui litorali, gli scarichi illegali e la cronica assenza di impianti di depurazione in molte aree hanno incrementato il numero di batteri presenti nelle nostre acque. A questi fattori, già di per sé molto gravi, si aggiungono le imbarcazioni non in regola e la pesca selvaggia, che, oltre a provocare danni al mare stesso, pone in serio rischio la fauna ittica, con conseguenze su tutto l’equilibrio ambientale. Infine una riflessione su un altro dato inequivocabile: appena il 70% degli scarichi urbani (in pratica tutto ciò che ognuno di noi produce) viene filtrato a dovere, prima di raggiungere i nostri mari e fiumi; percentuale che però cala vistosamente man mano che dal nord di scende verso sud della penisola. Non a caso, la “bandiera nera” di Legambiente si erge anche sulla Sicilia e sulla Calabria, oltre che nella regione della pizza e del “Sole Mio”. In generale, le rilevazioni delle golette verdi su tutte le coste italiane hanno certificato una diminuzione delle acque pulite pari al 4,5 %. Nel 2004 avevamo il 92% di “onde blu” (quindi “solo” l’8% dei nostri mari era inquinato), mentre quest’anno il nostro mare non inquinato corrisponde appena all’87,5% del totale. Il così alto livello di inquinamento della nostra regione non dipende però dallo storico disagio del sud, poiché il miglior risultato è stato ottenuto dalla Sardegna, per certi versi più in difficoltà della Campania, ma che evidentemente ha focalizzato la propria attenzione sul suo più inestimabile patrimonio: il suo ambiente, che significa innanzitutto il suo mare. Accanto ad essa, persino una regione con risorse economico-finanziarie minime, con un “potere d’acquisto” ed una presenza pubblicitaria contenuta, quale è la Basilicata, è riuscita ad ottenere un piazzamento molto elevato nella classifica di Legambiente. Cronicamente, l’attenzione dedicata al mare si concentra unicamente nei mesi estivi, quando questo diventa la meta delle proprie vacanze, mentre dovrebbe essere uno dei temi dominanti nell’agenda degli “addetti ai lavori” come anche di tutti noi cittadini. Ci si aspetta di trovarlo in buone condizioni, ci si lamenta poi di alcuni tratti di spiaggia dove il mare è sporco, ci si meraviglia addirittura dei – non sempre presenti – divieti di balneazione, come se questo stato di cose dipendesse da una volontà superiore a noi, da eventi naturali incontrollabili e non da politiche sciagurate, ottuse e concentrate sul tornaconto di chi è al potere. D’altronde – in questa tragica “gara di coerenza” negativa – spetta sempre alla Campania il primato del fiume più inquinato d’Italia, il Sarno, divenuto oramai una discarica a cielo aperto. Eccolo, in nostro investimento pubblicitario per il 2006. Legambiente sta legittimamente diffondendo i dati della sua analisi a tutti i mezzi di comunicazione e così, accanto alle nostre tariffe elevate, spesso non corrispondenti alla qualità della nostra offerta turistica, agli storici problemi di traffico e gestione del territorio e ad un’economia che si contrae sempre più, riducendosi a pochi mesi l’anno, compare la nostra incapacità di convivere armoniosamente con il mare, di rispettarlo e ringraziarlo per tutto quanto è capace di darci, di averne cura affinché mantenga livelli di salute soddisfacenti, così da permetterci la stampa e la messa on line di splendide immagini di mare caraibico, di coste non erose, di baie selvagge e incontaminate, di spiagge pulite di sabbia fine e bianchissima. |
|
|
SE UNA NOTTE D’INVERNO UN OPERATORE… |
|
|
|
|
IschiaNews -
Cronaca
|
|
Written by Tina Taliercio
|
|
Sunday, 25 September 2005 17:52 |
|
There are no translations available.
La parte conclusiva della stagione turistica è caratterizzata dai consuntivi più o meno definitivi da un lato e, dall’altro, dalla ricerca di nuove strategie di marketing per la stagione successiva; strategie che, una volta individuate e definite, danno il via al progetto di attuazione. La stagione 2005, già partita con indubbie difficoltà, ha subito ulteriori colpi dalla situazione politico-economica del Paese e internazionale. Ferme restando le forti differenze esistenti nelle varie aree della nostra penisola, stretta e lunga non solo dal punto di vista geografico, il bilancio nazionale del settore turistico è inequivocabile: i circa sei milioni in meno di italiani che non sono andati in vacanza e gli stranieri che hanno deciso di non andare oltre confine per i motivi che ben conosciamo, hanno determinato una forte contrazione nel settore, che, rappresentando il 12% del PIL, influisce in maniera sensibile sull’economia tutta. Servono idee, progetti che portino una ventata di novità, che diano a determinate destinazioni turistiche quel valore aggiunto che crea tendenza e mantiene soprattutto le promesse espresse nelle campagne pubblicitarie. Una delle politiche da attuare è sicuramente quella dell’elevazione della qualità dei servizi offerti, accanto all’inserimento di servizi aggiuntivi ed effettivamente validi. Tra questi, il più richiesto dal mercato è indubbiamente l’internet cafè. A prescindere dagli alberghi che offrono già questo servizio da postazione fissa, esistono in effetti ad Ischia pochi internet cafè pubblici, che andrebbero in ogni caso incrementati di numero, dotandosi inoltre della rete Wi-Fi, il sistema di connessione a banda larga senza cavi. Nel centro-nord Italia i punti di accesso wireless (chiamati “hot spot”) cominciano a moltiplicarsi, sviluppando così una rete di utenza sempre più vasta, offrendo il vantaggio di poter portare con sé il proprio notebook, con tutti i proprio file e archivi e interessando in tal modo tutti coloro che hanno necessità di usare internet per scopi professionali. È pur vero che l’Italia purtroppo non è cablata in maniera uniforme, ma d’altro canto una pressione concreta e costante – soprattutto se esercitata da associazioni di categoria – contribuirebbe notevolmente ad accelerare una copertura migliore se non completa del territorio, visto che significherebbe la crescita del business per ognuna delle parti coinvolte. Il numero di utenti internet cresce di anno in anno in maniera esponenziale e così sarà anche nel futuro, rafforzando sempre più il ruolo dominante della Rete nell’economia dell’intero pianeta. È per questo che, accanto all’apertura di hot spot sul territorio isolano in generale, ritengo sarebbe un’ottima iniziativa aprirne diversi negli stabilimenti balneari e in vari tipi di locali pubblici. Ci hanno già pensato a Rimini, dove gli operatori riescono a sopperire ad una natura non così generosa come da noi, in quanto a bellezze paesaggistiche, con un’organizzazione ed infrastrutture sempre più all’avanguardia. Sarebbe un rilancio davvero notevole per Ischia, poter puntare sull’offerta di hot spot dislocati sul territorio e sulle spiagge! La scelta di offrire questo servizio all’avanguardia gratuito oppure a pagamento andrebbe poi valutata di caso in caso: l’attrazione che comunque eserciterebbe sul pubblico sarebbe tale da far lievitare sensibilmente ogni tipo di consumazione e creerebbe un flusso di clientela molto più alto. E se la rete di cablaggio non fosse immediatamente disponibile da noi, si potrebbe optare in ogni caso con internet point “tradizionali”, perché, per il pubblico internet l’importante è essere connessi, poter scaricare tutti i giorni la propria posta elettronica, poter navigare, scaricare musica, essere informati, prenotare viaggi, concerti, biglietti e tutta quell’infinità di beni e servizi che solo internet può offrire. Esistono inoltre altre aree della penisola in cui il Wi-Fi sta diventando una realtà consolidata. Ad esempio, anche la riviera ligure si sta ben attrezzando in questo senso, mentre a Roma è stata avviata una sperimentazione che prevede hot spot ad uso pubblico nei parchi della città ed in aree pubbliche di grande interesse. A favore della liberalizzazione e diffusione del Wi-Fi è stato da poco presentato uno schema di decreto legge illustrato dal Ministero delle Comunicazioni, che ne propone appunto la liberalizzazione. In effetti sinora il Wi-Fi era consentito negli aeroporti, nelle stazioni e negli alberghi, mentre nell’immediato futuro potrebbe essere offerto a chiunque riceva l’autorizzazione ministeriale. Va da sé che sarà comunque vincolato alle misure anti-terrorismo della legge del 31 luglio 2005, che impone a tutti gli utenti la presentazione di un documento di riconoscimento e la conseguente registrazione con la data e l’ora di inizio e fine connessione. Una prassi comunque semplice da attuare, che non crea intralci per i clienti nell’usufruire di uno dei servizi più richiesti ed apprezzati in generale. Inserirsi nei motori di ricerca del Web come albergo, locale pubblico o stabilimento balneare dotato di servizio hot spot regalerebbe indubbiamente molte posizioni ne risultati delle ricerche in Rete. Allo stesso modo questo servizio meriterebbe di essere enfatizzato in ogni pubblicazione cartacea, fungendo da polo di attrazione dal forte magnetismo.
|
|
NEL MEZZO DEL CAMMIN DI NOSTRA ESTATE… |
|
|
|
|
IschiaNews -
Cronaca
|
|
Written by Tina Taliercio
|
|
Sunday, 21 August 2005 17:48 |
|
There are no translations available.
Ci ritrovammo per una selva oscura. E non bastò la settimana del Ferragosto per farci ritrovar la “dritta via smarrita”. È questo il periodo dell’anno in cui i mass-media fanno a gara a sfornare il massimo delle banalità, dei luoghi comuni triti e ritriti. Si va dall’esodo (a cui seguirà inesorabilmente il controesodo) alla fatidica domanda sul dove e come si trascorreranno le agognate ferie, dalle file interminabili in autostrada ed ai porti di imbarco allo stress provocato dal ritorno in ufficio e così via. Mai una parola sui quasi 2 milioni di italiani che, come il 90% degli ischitani, operano nel settore turistico, trascorrendo l’estate a lavorare sodo per permettere agli altri, di farsi le ferie. Eppure il turismo, che rappresenta il 12% del PIL, è una delle principali attività del Bel Paese, ma evidentemente non basta, perché tutti gli operatori turistici, dall’imprenditore agli impiegati, per tutti i mezzi di informazione semplicemente non esistono. Così come non esiste, all’incontrario, ciò che questi italiani fanno in inverno, quando, finanze permettendo, in ferie ci vanno, o vorrebbero andarci, loro. Quest’anno sono giunte però delle new-entry: una decisamente negativa per i giornalisti: il caldo afoso si è dileguato già da diversi giorni e così risulta difficile riempire i notiziari con servizi uguali da trent’anni sulle fontane prese d’assedio dai turisti (perché è risaputo che solo loro soffrono il caldo) ed i consigli dell’esperto di turno su come fronteggiare la (inaspettata?) afa estiva. La seconda new-entry è invece più “succulenta”: il rischio attentati. Si sa, gli avvoltoi sono sempre in agguato e così, come già è successo l’inverno scorso con lo tsunami (solo per citare la catastrofe più recente), anche ora si assiste alle stime riguardanti l’inversione di tendenza dei turisti (questa sconosciuta “razza” a sé, avulsa dal resto del mondo) che, in base allo “spostamento” dei disastri (raramente naturali, spessissimo provocati dall’uomo), decidono di scegliere mete più o meno lontane, più o meno a rischio. Queste stime, basate sull’intuito e sulle pseudo-emozioni a caldo, indicano attualmente che molti “turisti” sceglieranno mete interne, nazionali, evitando spostamenti in aereo e prediligendo i piccoli centri, che, secondo tali encomiabili stime, non dovrebbero attrarre particolarmente il terrorismo, più “votato” alle grandi metropoli. Così non sono pochi quelli che sperano che i “turisti” la smettano di scegliere mete esotiche come Sharm El Sheik, o grandi città, come Londra, per ripiegare sui nostri lidi, allo stato sofferenti di una grave crisi di presenze. E così, inesorabilmente, il turismo non fonda più le sue politiche su una corretta offerta di mercato, basata sulle peculiarità del territorio, sui servizi disponibili e sulle competenze degli operatori, ma su un passivo fatalismo, che porta inevitabilmente ad un appiattimento del prodotto, oltre che ad una caduta delle proprie posizioni nell’ambito delle mete mondiali più richieste. L’allarme lanciato da Federalberghi mediante le dichiarazioni del suo presidente, Bernabò Bocca, è di quelli che non lasciano spazio a dubbi: rispetto al 2004, gli albergatori italiani incasseranno circa 4 miliardi di Euro in meno, provocati dai 6 milioni di italiani che quest’anno non andranno in vacanza (pare che infatti saranno solo 23 milioni rispetto ai 29 dello scorso anno). Gli interventi richiesti sono sostanziali: si va dall’allineamento dell’IVA, in Italia decisamente più alta in confronto a quella dei nostri maggiori concorrenti internazionali, all’orientamento allo sviluppo turistico delle aree e infrastrutture del meridione – così ricche dal punto di vista paesaggistico e ambientale – al sostegno all’occupazione e alla destinazione di fondi importanti per la promozione. Quest’ultimo obiettivo è intrinsecamente legato ad Internet, giacché nell’anno in corso si sta verificando un incremento delle prenotazioni turistiche on line di oltre il 50%, per un fatturato che raggiungerà quasi 1,3 miliardi di Euro. Se si considera che l’ammontare complessivo del fatturato 2005 del commercio on line si aggirerà sui 3 miliardi di Euro, si comprende immediatamente che la quota del turismo, oltre il 43% del totale transazioni, rappresenta una fetta di mercato di primissimo piano. Se al primo posto compaiono le prenotazioni e gli acquisti di biglietti aerei, ferroviari e marittimi, subito dopo ci sono le prenotazioni di camere in albergo; una branca, quest’ultima, in progressione, malgrado il grave periodo di recessione in corso - checché ne dicano l’attuale esecutivo (propenso ad una “lettura” marcatamente irrealistica dello status quo) e l’ISTAT, che continua a girare intorno ad un tasso di inflazione di circa il 2,2%, quando in realtà siamo a livelli ben più alti, che tutti coloro che convivono con la busta paga possono denunciare a viva voce. È da subito che bisogna partire, per cercare di invertire, per il 2006, l’attuale tendenza negativa. E, per avere buone probabilità di successo, non si può prescindere dalle tariffe. Qualcosa si sta muovendo, visto che alcuni albergatori nostrani, impegnati nell’elaborazione non facile dei tariffari 2006, stanno mettendo in atto sforzi notevoli per evitare perlomeno aumenti, cercando, laddove la pressione fiscale lo consenta, di ritoccare verso il basso almeno determinati supplementi e servizi. Un impegno da apprezzare, che probabilmente, accanto ad una Finanziaria che si spera sia un po’ meno al servizio dei vertici della piramide e maggiormente equilibrata, potrebbe dare finalmente un po’ di respiro alla nostra principale fonte di reddito. |
|
|
|
|
|
|
Page 22 of 23 |
|
|
|
|
 |
|
Ultimi Eventi |
|
No current events. |
|
Economia News |
| Sky.it News Tg24 - Economia |
|
|
|
|
Politica News |
| Sky.it News Tg24 - Politica |
|
|
|
|
Archivio |
-
September, 2009
-
December, 2008
-
November, 2008
-
October, 2008
-
September, 2008
-
August, 2008
-
July, 2008
-
June, 2008
-
May, 2008
-
April, 2008
-
March, 2008
-
February, 2008
-
January, 2008
-
December, 2007
-
November, 2007
-
October, 2007
-
September, 2007
-
August, 2007
-
July, 2007
-
June, 2007
-
May, 2007
-
April, 2007
-
March, 2007
-
February, 2007
-
January, 2007
-
December, 2006
-
November, 2006
-
October, 2006
-
September, 2006
-
August, 2006
-
July, 2006
-
June, 2006
-
May, 2006
-
April, 2006
-
March, 2006
-
February, 2006
-
January, 2006
-
December, 2005
-
November, 2005
-
October, 2005
-
September, 2005
-
August, 2005
-
July, 2005
-
June, 2005
-
May, 2005
-
April, 2005
-
March, 2005
-
February, 2005
-
January, 2005
|
|