Casamicciola: Una pratica fallita in partenza Stampa
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CasamicciolaNews - Cronaca
Scritto da Ida Trofa   
Domenica 28 Febbraio 2010 08:58

 

Casamicciola: Una pratica fallita in partenza

Disastro terzo condono.
La corsa all’incasso degli oneri di urbanizzazione spinse a scelte amministrative azzardate come la modifica del regolamento edilizio che impone il condono per l’ottenimento dell’agibilità degli immobili. A rischio centinaia di attività commerciali. Ora è corsa ai ripari con la riadozione del vecchio regolamento.

Il disastro del terzo condono non applicabile o non applicato per scelta, se preferite, in Campania e soprattutto sulla nostra isola d’Ischia con le drammatiche conseguenze fatte registrare sui nuclei abitativi, non è altro che la punta dell’iceberg. Le prospettive d’introiti ed affaire che i nostri amministratori avevano creduto d’intravedere con l’art. 32 del Decreto Legge 30 settembre 2003 n. 269 che, sostanzialmente, “riapre” i termini della sanatoria già introdotta con le Leggi n. 47/85 e 724/94 alle opere realizzate abusivamente e completate entro il 31 marzo 2003, ma non su Ischia, la relativa interpretazione dell’art 9 si sono rilevati un disastro su tutti i fronti. Spese per aprire uffici condono, pagamento esperti e cittadini con la febbre del mattone di corsa a costruire, di corsa a pagare hanno alla fine portato la comunità nel baratro di un tracollo economico e finanziario epocale. Ovviamente il tutto a danno del contribuente. Una vera tragedia per le attività commerciali. Un esempio su tutti è il caso Casamicciola Terme. Il comune, prima che si adottasse l’esame delle pratiche di Condono per scelta dell’assessore al ramo, nonchè palazzinaro doc, rilasciava l’agibilità provvisoria agli esercizi commerciali ricadenti nella casistica. Più o meno quattro anni fa avviato il “bite” delle pratiche di condono dell’art 9, venne modificato il regolamento edilizio comunale nel tentativo di spingere e pungolare la gente che per lavorare necessitava dell’agibilità, a pagare il CONDONO. Il regolamento eliminava la possibilità di dare l’agibilità provvisoria, ma disponeva il solo rilascio dell’agibilità definitiva a seguito dell’esame delle pratiche di un condono che loro sapevano non valido per Casamicciola Terme e per la cui applicazione vennero addirittura ingaggiati esimi esperti e consulenti incaricati di tenere attivo un apposito ufficio. Una truffa ai danni del contribuente che ora da solo paga tutte le conseguenze! Infatti il contribuente, volente o nolente, affidandosi alle imposizioni ed ai dispositivi comunali ha pagato gli oneri di urbanizzazione ha versato il dovuto, ma alla fine “cornuto e mazziato”, messa nero su bianco l’inammissibilità della sanatoria edilizia, la bocciatura delle interpretazioni ad opera della Corte di Cassazione, si è trovato senza soldi, senza condono e senza agibilità. Da oltre due anni il comune si è trovato, pertanto, nella impossibilità di dare autorizzazioni definitive in quanto non si stanno esaminando le pratiche per la sanatoria (non valida). Addirittura, pare, che tutti i fascicoli oggetto di Condono siano stati sequestrati dalla autorità giudiziaria. Sta di fatto che da due anni a Casamicciola Terme non è possibile ottenere l’agibilità per gli esercizi commerciali, visto che quella provvisoria è “deceduta” e quella definitiva ha “abortito”. Da poco si è deciso di affrontare il problema, ovvero da poco posti dinanzi all’evidenza incontrastabile degli abbattimenti! “Inguagliata” la gente nel tentativo di rimpinguare le casse finalmente la montagna ha partorito il topolino ha fatto marcia indietro e sta aggiornando il regolamento comunale riportandolo all’ante fatto condono terzo e sue interpretazioni. Mi domando ma i consulenti restituiranno i soldi alla comunità? Lo faranno gli amministratori? Ovviamente son domande retoriche…figuriamoci! Ora il regolamento comunale è stato riadattato alle circostanze riportandoci alla vecchia e sicura autorizzazione provvisoria. L’iter allo stato non è completo in quanto manca l’ulteriore ratifica del Consiglio Comunale al termine della dovuta pubblicità sui vari bollettini e gazzette. Ovvie le conseguenze. Le spese a carico del cittadino che si vede respinte dallo stesso comune tutte quelle richieste, commerciali, amministrative etc che necessitano dell’agibilità dell’immobile e che lo stesso comune da due anni non è in grado di dare. Naturalmente il fatto che non si perfezionino i passaggi nella gestione aziendale, vuoi per cessioni, donazioni e passaggi, costringe i richiedenti ad esercitare comunque o proseguire in assenza di autorizzazioni amministrative con tutti i rischi e le conseguenze connesse con tale stato di confusione amministrative. Prima bastava una domanda, ora non bastano i soldi, ne le formali richieste, anzi si rischia di perdere tutto, si rischia l’abbattimento e l’ulteriore indebitamento con la perdita delle proprie attività. Congratulazioni per l’intuizione amministrativa e per le consulenze.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Ottobre 2012 20:47