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CasamicciolaNews - Cronaca
Scritto da Ida Trofa   
Sabato 23 Gennaio 2010 11:47

Casamicciola: Il presidio non cede un passo

Ancora decine di manifestanti piantonano la Borbonica in località Montecito .
Il quinto giorno senza notizie. La disperazione e la paura tormenta i “demoliscion bloc”, serpeggia la sfiducia, ma la voglia di riappropiarsi della propria vita fa da collante: un venerdì di passione si è chiuso ieri cedendo il passo al week end più duro h attende da oggi la truppa degli irriducibili.
Cinque giorni di passione son trascorsi, cinque giorni al freddo e al gelo consolati solo dalla solidarietà di molti, ma non di tutti !

Cinque giorni trascorsi in strada per far sentire la propria rabbia, lo sdegno la necessità: centinai di persone lasciate sole e senza il sostegno della cosiddetta gente che conta, i politici, i politicanti le autorità forti che a questo punto potrebbero e dovrebbero dare un segnale forte a questa gente che lotta e si sacrifica per il diritto alla casa, non solo per il diritto e la tutela di Luigiotto. Ma le ore passano, le notti diventano lunghissimi ed i mostri cominciano ad aleggiare e tormentare ancor di più se è possibile i sonni di chi da giorni, settimane, mesi non dorme più, non vive più. Decine di persone restano assiepate sotto il pino gigante, e nella roccaforte dei “demoliscion bloc”, si organizzano cortei, si chiede l'intervento di categorie e forze sociali, si tiene duro e si spera che prima o poi qualcuno risponda. Ieri nulla di particolarmente eccezionale ha scaldato i cuori dei manifestanti eppure un miracolo si sta compiendo la gente prende coscienza della necessità di tornare padroni del proprio divenire e scende in strada resistendo controlla stanchezza, il freddo e le intemperie. Oggi è stato un venerdì particolarmente triste, un venerdì di passione dove lo sconforto e la tristezza hanno dominato una giornata rigida. Per tutto il santo giorno si ci è arrovellati nei dibattiti, avvolte si è sprofondati in un mutismo assordante e d altre volte ancora si è cercato di trovare un senso a tutto ciò, a tutto questo disinteresse,a  tutto questo non sapere non avere notizie, alla fine non trovando senso al divenire, allo stillicido che il lento evolversi, l'imponderabile svolgersi degli eventi sta determinando nei manifestanti nel comitato di lotta, ci si è aggrappati alla speranza che altre forze aderiscano, Si attende così Martedì per la manifestazione voluta da Gennaro Savio in collaborazione con le associazioni di categoria delle imprese edili e  dei lavoratori di cantiere che partiranno alle ore nove da Lacco Ameno. Alla promessa degli studenti che torneranno a fare fronte comune, al desiderio ed al sogno che imprenditori, commercianti, armatori e camionisti si fermino e scendano in strada, blocchino i porti e creino un embargo su Ischia, l'isola dell'orgoglio abusivo, l'isola della casa di necessità. Ma questo resta un desiderio, una utopia e Montecito rapidamente ripiomba nel buio, nelle tenebre della lunga notte, l'ennesima che ancora l'aspetta. Purtroppo configgere le ruspe appare sempre più impossibile nel breve auspicabile nel medio lungo termine, impossibile oggi che ancora non si conoscono i reali motivi della sospensione di martedì ultimo scorso.« siamo qui da cinque giorni, soli ed abbandonati a noi stessi, a noi gente comune. Nessuno si fa sentire nessuno ci dice nulla. Siamo trattati ala stregua delle bestie», dichiarano i manifestanti, «noi terremo duro e poi. Una volta spento definitivamente ed in ogni modo, al di la del caso Impagliazzo, cosa accadrà? Che si decidessero una volta per tutte a capire che noi non ci muoviamo di un millimetro! Prima o poi qualcuno ci morirà, cadrà sulle ginocchia e tutti i nostri signorotti l'avranno sulla coscienza. Però questa è una ruota che tocca a tutti e quando accadrà riconosceremo le facce. Ischia non si ferma, noi non ci fermiamo e con o senza di loro siamo pronti alla guerra civile. Ormai la disperazione ci ha spinto oltre ogni limite, la disperazione si è fatta ostentazione ed esasperazione. Questa è una battaglia: Morte tua vita mea. D'ora in avanti non ci saranno esclusioni di colpi ». Così il tarlo della rabbia comincia a scavare in profondità, gli animi sono esplosi e questo sarà il week end più lungo, un week end battuto dalla pioggia e tormentato dal gelo, specie quello delle coscienze.

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