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Notizie Flash |
Commento Foriano di Peppe D'Ambra
Sorridi alla vita che la vita sorriderà a te
METTITEVE SCUORNE Di vivere in un paese di merda Questa è proprio una di quelle giornate in cui ti viene voglia di buttare nel cestino carta e penna e partire per un lungo viaggio verso una di quelle isole sperdute dove la razza umana e scarsamente presente. Certo, continuiamo a vivere davvero in un paese strano e facciamo davvero poco per cambiare lo status quo.
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Commento Foriano di Peppe D'Ambra
Sorridi alla vita che la vita sorriderà a te
METTITEVE SCUORNE Di vivere in un paese di merda Questa è proprio una di quelle giornate in cui ti viene voglia di buttare nel cestino carta e penna e partire per un lungo viaggio verso una di quelle isole sperdute dove la razza umana e scarsamente presente. Certo, continuiamo a vivere davvero in un paese strano e facciamo davvero poco per cambiare lo status quo.
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Epomeo.com OnLine Information
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VANDALI ALLA RISCOSSA, MOLTI CENTRI DELL'ISOLA PRESI DI MIRA |
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IschiaNews -
Cronaca
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Scritto da Ida Trofa
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Sabato 15 Aprile 2006 19:05 |
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Il must è distruggere, devastare, ma cimentarsi in rischiosissime gare motociclistiche su improbabili percorsi ad ostacoli rimane una delle pratiche più aduse e alle quali nonostante le ripetute denunce non sembra potersi dare un freno. Ora tra le più gettonate attività emerge la decorazione diffusa a mezzo “Bomboletta”.L’intervista ad una giovane amante del “Writing”. Beni pubblici e privati nel mirino. Dal centro alla collina, dal mare alle pinete molte le azioni vandaliche intrapresa da gang di giovani teppisti che da tempo oramai hanno preso di mira tutto e tutti mettendo in pratica ogni sorta di azione violenta e distruttiva. Così dopo le bravate, ma non troppo, ai danni degli istituti scolastici i raid continuano avverso il pubblico patrimonio e verso beni privati come auto, motocicli e addirittura i civici. Soprattutto a tarda ora quando i ragazzi si ritrovano per dare vita ad una sorta di velodromo su strada, con tanto di ostacoli e percorsi. La Borbonica ad esempio diviene così sede delle gare motociclistiche, con bolidi truccati e modificati sia nella cilindrata che nelle componenti essenziali e non è raro sentire i residenti lamentaresi di danni agli autoveicoli i sosta lungo la carreggiata e danneggiamenti similari ai beni posti fuori casa. Fori nelle vetrine, tende divelte, serrature ostruite con i collanti, sono solo la minima parte di un insieme di atti vandali dal bilancio ben più pesante. Il rombo dei motori è oramai inconfondibile e si espande assordante per l’intera zona oramai abituata alla loro presenza, per qualcuno l’impegno nelle sfide è quasi una liberazione visto che li distoglie dal distruggere altro e di maggiore sostanza anche economica. fori nelle vetrine, tende divelte, serrature ostruite con i collanti, sono solo la minima parte di un insieme di atti vandali dal bilancio ben più pesante. Ovviamente le panchine rotte e la distruzione del verde pubblico fanno oramai parte della ordinaria amministrazione come i murales sulla anatomia maschile e le scritte volgari visibili un po’ ovunque. Il registrarsi con maggiore frequenza di tali atti vandalici e di violenza urbana è riferibile secondo alcuni al sempre più crescente fenomeno dell’evasione scolastica e dalla fuga da quelle che un tempo potevano considerasi le istituzioni fondamentali della nostra società, la famiglia in primo luogo. Noi abbiamo deciso di incontrare da vicino un amante e molto spesso praticante della pratica dei Murales, Lidia Macrì. Quest’ultima, volendo assolutamente rifiutare la semplicistica etichettatura di quello che essa stessa definisce un’arte, parla di un errata valutazione del fenomeno e dalla volontà degli adulti di liquidare il tutto definendolo banalmente un atto vandalico. Ammettendo comunque che nel merito molto spesso domina la voglia di trasgredire e sfidare le regole. << Oggi guardandoci intorno scorgiamo ovunque segni dell’arte di origini molto antiche. Essi risalgono alla preistoria, quando i nostri antenati disegnavano sulle pareti rocciose delle caverne dove si rifugiavano. Quei disegni vengono chiamati Graffiti, invece quelli che si vedono oggi sui muri delle città, sui treni o addirittura sui muri di Ischia, vengono chiamati volgarmente Murales. Anche se, con il passare del tempo, i graffiti hanno subito un rimodernamento, acquistando nuove tecniche evolvendosi sempre più, rimangono sempre una forma molto antica d’arte>>, esordisce la giovane 15enne lacchese. Eppure, sottolineamo noi, quello che vediamo dalle nostre parti non sapremmo specificamente definirla un opera d’arte non crede? <Ogni murales è diverso da un altro, perché ogni artista di strada possiede tecniche diverse e gusti diversi>>. In realtà, parlo soprattutto di Ischia a me sembrano scarabocchi che deturpano i beni pubblici, così, tutti noi, o almeno chi non vuole limitarsi a veder in questo semplice vandalismo, ci domandiamo cosa spinga soprattutto i giovani a praticare questa arte e interrogando insime a Lidia alcuni street artist ischitani abbiamo scoperto che le motivazioni che li spingono ad impugnare una bomboletta, premere il tappino e muovere la loro mano sui muri sono svariate: “ desiderio di illuminare i muri spenti, dare sfogo alla propria creatività, provare l’adrenalina che deriva dal proibito e dal non farsi scoprire durante l’opera, e realizzare il desiderio di manifestare se stessi.” Esiste anche una competizione tra questi artisti di strada, che cercano di realizzare le opere più belle, sfruttando tecniche sempre più elaborate. Gli street artist sono tutte persone con la stessa passione, si riuniscono spesso in gruppi, e tutti hanno capacità diverse. La competizione avviene appunto tra diversi gruppi, che si sfidano a dare vita all’opera più bella. Anche ad Ischia questo fenomeno è in crescita continua, ogni gruppo decide un nome da associare alla propria “Crew” termine inglese che tradotto in italiano significa “equipaggio” ovvero gruppo. Ogni street artist ha una sua “Tag” o meglio firma, sulla nostra isola si notano ad ogni angolo dell’isola, vengono fatte per una sorte di delimitazione dei territori di reciproca pertinenza. Quando un altro gruppo lascia la propria firma su di un’altra, realizzata da un diverso gruppo, ecco che ha inizio la sfida, questo fenomeno viene chiamato “Crossing” o incrocio. Al momento che la Tag viene Crossata, i due gruppi di “writers” o street artist in sfida cercano di dimostrare al meglio le loro capacità difendendo il proprio territorio immaginario, dando vita a quelle che secondo l’arte contemporanea ed il credo del genere sono veri e propri pezzi unici. Pezzi che principalmente non vengono viste dal punto artistico, e capite dall’opinione pubblica secondo gli estimatori. Ritenuti tutt’altro che libere espressioni. A questo Lidia Macrì conclude parlando delle sue esperienze e ritenendo che <>. Dunque invitando ad aprire un dialogo ed una nuova stagione di collaborazione con il popolo della bomboletta.
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DRASTICA RIDUZIONE DELLE CORSE DELLA CAREMAR |
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IschiaNews -
Trasporti
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Scritto da Ida Trofa
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Mercoledì 05 Aprile 2006 19:03 |
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Dopo l'agitazione dell'armamento privato, la Regione Campania con nota del 2 Marzo 2006 ha proposto al Ministero dei Trasporti una rivisitazione dei collegamenti marittimi nel Golfo di Napoli. Il programma prevede una riduzione del trentatre per cento delle corse della Caremar, a cui necessariamente deve fare seguito una riduzione fortissima del personale. Anzi è prevedibile che ci sia un ridimensionamento del personale almeno per cinquanta unità lavorative. Dalla nota regionale emerge con chiarezza che le Amministrazioni Comunali della Isola di Ischia avrebbero dato un assenso a tale piano che penalizza enormemente i collegamenti marittimi, in particolare, nella prime ore della giornata. Infatti, viene completamente abolita una nave nella tratta della Isola di Ischia; l' aliscafo da Ischia della Caremar, sostanzialmente, scompare in quanto vengono abolite le due corse del mattino. Il piano prevede che solo di 'estate' sia messa in servizio la nave veloce alle ore 22 da Ischia e alle ore 23,30 da Napoli per la nostra Isola. L'unico vantaggio, accordato ai cittadini, in relazione a tale forte riduzione del servizio della Caremar, è che il biglietto sia unico che consente di imbarcarsi indistintamente con l'armamento privato e con quello pubblico. Magra soddisfazione. L’iniziativa della Regione non ha senso logico, non razionalizza il servizio, come si pretenderebbe, riduce la occupazione drasticamente nell'assenza delle Amministrazioni locali, che hanno avallato tali scelte. Infatti, non ha alcun senso logico che la Società Regionale, che gode del finanziamento pubblico, non assicuri il servizio e le corse nelle ore essenziali della giornata e segnatamente al mattino allorquando gli utenti viaggiano per Ischia o a da Ischia. La circostanza che il finanziamento sia erogato per garantire migliori condizioni ai viaggiatori comporta che nelle ore di maggiore afflusso debbano esservi le corse del servizio pubblico, anche per migliorare le entrate. Infatti, la riduzione delle corse proprio nelle ore di maggiore affluenza dei viaggiatori fa sì che le difficoltà finanziarie dell'armamento pubblico si aggravino in quanto diminuiscono drasticamente le entrate. Si avrà l'unico effetto che gli aliscafi dell'armamento privato al mattino viaggeranno stracarichi, con incremento delle entrate e con diminuzione delle spese in quanto il servizio non verrà effettuato nelle ore di minore afflusso di utenti. Non bastando ciò, avranno anche le sovvenzioni. E' pura ipocrisia affermare che il taglio delle risorse, imposto dalla Legge Finanziaria, comporti automaticamente la riduzione delle corse nelle ore di maggiore affluenza dei passeggeri: la CAREMAR ha la possibilità di ridurre le spese del suo bilancio, senza dovere diminuire le corse, principali ed essenziali, potendo procedere al taglio delle sue spese, non sempre necessarie, anche del suo apparato. In parole povere il piano regionale, avvallato dai Sindaci della Isola di Ischia, è stato imposto per dare il 'de profundis' alla Caremar, che avrà sempre minori entrate dai biglietti e così dovrà scomparire del tutto. Il piano, che privilegia l'armamento privato, non può essere contrabbandato come piano di razionalizzazione delle corse. Proprio la Commissione Europea dei Trasporti ha avuto modo di chiarire che i collegamenti con le Isole rientrano negli obblighi degli Enti Statali di garantire, attraverso l'Armamento sovvenzionato, i collegamenti a garanzia delle popolazioni locali. La Società CAREMAR, quindi, deve essere garantita nella sua sopravvivenza ed avrebbe avuto diritto ad essere interpellata prima della proposizione del Piano di riorganizzazione. Tale Commissione, proprio a proposito della CAREMAR, ha rilevato che, negli ultimi tempi - si legge nel documento del 20.7.2004 - tale società ha incrementato i ricavi e, quindi, ciò ha consentito di non aumentare il sovvenzionamento, nonostante la svalutazione monetaria. Per Procida, ancora, la Caremar assicura la prima e l'ultima partenza con il proprio aliscafo. Invece, il piano prevede un ridimensionamento fortissimo della corse nonostante che la direttiva europea stabilisca che la sovvenzione pubblica debba permanere proprio per garantire i diritti del cittadino ad un servizio efficiente, nelle ore di maggiore importanza, per le esigenze di lavoro e di collegamento della popolazione e dei pendolari. Vengono abolite, fra l'altro, nel periodo invernale, le storiche corse (benché ritenute essenziali dalla Comunità Europea) delle ore 6,45 da Ischia per Procida e Napoli; delle ore 8,55 da Napoli per Procida - Ischia; delle ore 11,20 da Ischia per Procida e Pozzuoli; delle ore 13,50 da Pozzuoli per Procida ed Ischia; delle ore 15,20 da Ischia per Procida e Pozzuoli; delle ore 17,30 da Napoli per Procida e Ischia e delle ore 19,20 da Ischia per Procida e Napoli. L'unità veloce ( aliscafo) non effettuerà più le corse da Ischia delle ore 6,50 e delle ore 8,50, nonché quella da Napoli delle ore 7,50. In pratica, senza avere acquisito neppure le opinioni delle organizzazioni sindacali e della associazioni del settore, viene abolito il collegamento pubblico in ore di sostanziale importanza, benchè esso abbia consentito la crescita economica e civile delle Isole del Golfo. E proprio, a questo proposito, la stessa Comunità Europea ha rilevato che tale servizio non è ritenuto fungibile con le prestazioni dell'armamento privato, in quanto la Caremar ha sempre garantito la presenza della nave in banchina nella Isola di Ischia, nelle ore notturne. Ha concluso, pertanto, affermando che la diversa funzione dell'armamento pubblico ed il servizio da esso garantito, non sono abolibili e che, in ogni caso, deve essere assicurato il finanziamento per le corse essenziali. Ne consegue, quindi, che la Regione Campania, a fronte delle riduzioni delle risorse finanziarie dello Stato, avrebbe dovuto farsi carico di integrare tali finanziamenti per garantire il servizio, senza sperperare altro denaro. Va parimenti posto in risalto che non possono essere collocati sullo stesso piano l'armamento privato e quello pubblico, in quanto diverse sono le garanzie assicurate da quest'ultimo. La Regione, collocandosi contro le direttive della Comunità Europea, non solo arreca danno alla popolazione locale, ma assume anche la responsabilità di privilegiare interessi privatistici, facilitando la crescita del monopolio che l'armamento privato ha posto in essere. Sul piano politico, è, quindi, necessario l'intervento fermo e deciso delle Amministrazioni Comunali della Isola di Ischia, che devono rivedere la loro posizione di acquiescenza e collocarsi, invece, su un piano di netta contrapposizione con la Regione Campania, che , nell'ombra, sta tradendo le aspirazioni ed i diritti delle popolazioni locali. Quale Consigliere Comunale di Barano d' Ischia, invito, quindi, il Sindaco di Barano d 'Ischia a rendersi portavoce di tali esigenze dei nostri concittadini; a chiedere al Presidente della Regione, Antonio Bassolino, e all'Assessore Regionale ai Trasporti, Cascetta, affinchè sospendano ogni iniziativa e rivedano la loro proposta; a mobilitare le altre Amministrazioni Comunali; ad indire una seduta del Consiglio Comunale per la trattazione di tali argomenti ed una Conferenza programmatica allargata ai sei Consigli Comunali della Isola di Ischia. Non vi è altro tempo da perdere : occorre una ferma presa di posizione che eviti l'arretramento della Isola di Ischia a cinquanta anni dietro.
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Ultimo aggiornamento Sabato 27 Dicembre 2008 19:04 |
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Emergenza climatica e tracollo economico planetario |
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NapoliNews -
Arte
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Scritto da Achille Della Ragione
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Domenica 02 Aprile 2006 19:01 |
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Emergenza climatica e tracollo economico planetario Qualsiasi impresa che si rispetti, sia che produca automobili o frigoriferi, e sarebbe lo stesso se fabbricasse cannoni o preservativi, per contentare i suoi proprietari, i dipendenti ed i consumatori deve ogni anno incrementare la sua produzione; solo in questo modo potrà distribuire dividenti agli azionisti, stipendi ad impiegati ed operai e rifornire il mercato di prodotti il più delle volte inutili, se non addirittura dannosi. Questa regola ferrea, che non ammette eccezioni di sorta, è in vigore oggi oramai su tutto l’orbe terracqueo, da quando, con il dissolvimento dell’impero sovietico, il villaggio globale ha cominciato a parlare un solo linguaggio economico. |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Marzo 2009 18:02 |
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Leggi tutto... [Emergenza climatica e tracollo economico planetario]
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Mostra su Antonello da Messina |
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NapoliNews -
Arte
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Scritto da Achille Della Ragione
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Lunedì 20 Marzo 2006 18:59 |
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Mostra su Antonello da Messina Le Scuderie del Quirinale a Roma si possono ben fregiare del fiore all’occhiello, in quanto ospitano una rassegna quasi esaustiva della summa pittorica di Antonello da Messina, una figura artistica di ampio respiro internazionale per la centralità indiscussa nel panorama del Rinascimento europeo. L’eccezionale retrospettiva, fruibile fino al 25 giugno si articola sui due piani della sede museale in un percorso espositivo, che vede, accanto ai 45 quadri del maestro siciliano, una serie di dipinti di pittori autorevoli da Jan van Eyck, a Petrus Christus, a Giovanni Bellini, indispensabili per gli opportuni raffronti, come pure sono presenti opere di suo figlio Iacobello, di suo nipote Antonello de Saliba e di altri suoi seguaci. |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Marzo 2009 18:08 |
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Leggi tutto... [Mostra su Antonello da Messina]
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PERDETE OGNI SPERANZA, VOI CH’ENTRATE NEL… SITO CHE NON C’È |
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IschiaNews -
Cronaca
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Scritto da Tina Taliercio
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Mercoledì 15 Marzo 2006 18:58 |
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Era ora. È questa la reazione spontanea che hanno avuto la maggior parte degli italiani, quando, il 16 marzo 2004 il comitato dei ministri per la Società dell’Informazione ha deciso di stanziare ben 45 milioni di euro per la creazione e realizzazione di www.italia.it. “Era ora che arrivasse un segnale forte da parte di un governo che aveva fatto di internet una delle tre “i” della sua campagna elettorale”, ci si sarà detti. Un investimento di queste dimensioni creava già in sé forti aspettative: effettivamente l’industria del turismo italiano aveva bisogno di un simile volano, avvizzita com’è dopo l’indimenticabile fulgore dei decenni scorsi, ma che pur rappresenta sempre il (trito e ritrito) 12% del PIL. Anche sulla nostra Ischia si era diffusa una buona dose di fiducia nel progetto: non a caso mi è capitato di parlare con diversi albergatori che mi segnalavano la “presenza” di questo portale che racchiudeva l’intera offerta turistica della penisola, in cui intendevano entrare immediatamente. Un attimo dopo, però, aggiungevano che, stranamente, non si riusciva ad entrare nel portale che, in effetti, a tutt’oggi non esiste, in quanto digitando il citato URL, viene richiesto un nome utente ed una password che ognuno non sa bene quale possa essere. Si potrà obiettare che il portale non è on-line, bensì off-line, ma nel mondo della già di per sé “virtuale realtà”, essere off-line, pur esistendo un dominio registrato, equivale perfettamente a non esistere. A fine gennaio 2006 16 milioni di famiglie italiane sono state raggiunte da un bel libretto di circa 50 pagine, corredato da una lettera di Berlusconi, in cui si annunciava “…il portale nazionale del turismo: www.italia.it, un portale nato per promuovere l’offerta turistica via internet e il patrimonio culturale, ambientale e agro-alimentare italiani”. Il progetto era stato voluto soprattutto dal ministro per l’Innovazione Stanca e, attraverso la sua “brochure” postale, prometteva a tutti noi la possibilità di organizzare e programmare un viaggio interamente per via telematica, oltre che, attraverso le versioni in più lingue, la stessa possibilità organizzativa a tutti i potenziali turisti esteri. Strano che un’operazione di tali dimensioni, annunciata già due mesi fa, il 9 marzo abbia visto il ministro Stanca annunciare lo stanziamento di 21 milioni di euro “…per l’ulteriore evoluzione del portale nazionale del turismo”, in quanto tale denaro sarebbe destinato alle regioni per la realizzazione delle proprie sezioni. Come dire che lo Stato ha messo su la piattaforma digitale, e, oltre ad occuparsi di tutti gli aspetti legali, tecnici, amministrativi, promozionali e così via, dal punto di vista contenutistico ha creato una struttura che abbraccia tutto il territorio nazionale, mentre ora le regioni potranno meglio comunicare la propria identità, offrendo all’utente informazioni più specifiche e dettagliate. Mi scuso in partenza per la mia palese ingenuità, ma come fa ad evolvere ciò che non esiste? Roberto Falavolti, amministratore delegato di Innovazione Italia (una S.p.a. pubblica collegata al Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie), aveva reso noto che entro gennaio 2006 avrebbe potuto essere on-line la prima versione di italia.it in due o tre lingue, sebbene con contenuti ridotti, ma purtroppo a tutt’oggi non si può ammirare alcuna pagina, tanto meno in un’altra lingua. La Innovazione Italia aveva peraltro giocato un ruolo di primo piano nello sviluppo di “Scegli Italia” (alla base di italia.it) e, mediante un appalto di otto milioni di euro, aveva incaricato un consorzio formato da tre compagnie, Ibm, Tiscover e ITS della realizzazione del portale. Allo stato attuale, secondo Falavolti la piattaforma digitale è pronta, anche se il consorzio ci lavorerà ancora qualche mese per ulteriori dettagli, perciò ora tocca al ministro Stanca decidere il momento della presentazione del portale, di concerto con il Comitato nazionale per il turismo – organo composto da Ministeri, Regioni e associazioni di categoria. Vale a dire, come complicarsi la vita: il portale sarebbe pronto, perlomeno nella sua “ossatura” di base, ma con ogni probabilità è ancora off-line, perché il ministro non ha ancora deciso, insieme al Comitato nazionale per il turismo, quando sarà il momento giusto per presentarlo alla stampa e quindi lasciare che venga posto on-line. In fondo, che fretta c’è? Il prodotto Italia può permettersi questo ed altro. Evidentemente i nostri diretti concorrenti europei hanno molto più bisogno di noi di porsi in primo piano, visto che sia la Spagna che la Francia sono già ben presenti con i loro rispettivi www.spain-info.com e www.franceguide.com, entrambi oramai in ottima posizione nelle indicizzazioni dei motori di ricerca e ampiamente considerati come punti di riferimento per l’e-marketing turistico a livello mondiale. E i sorpassi consolidati che entrambi i Paesi hanno effettuato nei confronti dell’Italia, in quanto a flussi turistici, competitività nell’accoglienza e nei servizi ma soprattutto nelle politiche dei prezzi, dimostrano quanto internet giochi oggigiorno un ruolo sempre più imprescindibile. Oltre ai due Paesi leader già citati, anche realtà “minori” come la Grecia, la Norvegia, o addirittura destinazioni lontanissime come la Nuova Zelanda, si mostrano decisamente agguerrite dal punto di vista dei portali atti a catturare l’attenzione di milioni di potenziali clienti: come non prendere atto della lungimiranza di questi Paesi, i cui leader politici riescono non solo a concepire portali di questa importanza, ma anche e soprattutto a realizzarli, a farli fruttare, mantenendoli peraltro sempre all’avanguardia? Sarebbe un vero piacere poter essere smentita domattina stessa, poter verificare attraverso la digitazione dell’URL di italia.it che, sì, è on-line, il ministro ha annunciato la conferenza stampa di presentazione del portale, a cui prenderanno parte giornalisti anche esteri, e che sono aperte le campagne di promozione e di inserimento per le strutture turistiche di tutto il territorio nazionale e che il portale si sta man mano arricchendo di un numero sempre più interessante di proposte, itinerari, suggerimenti, viaggi a tema, pacchetti… Beh, per il momento non ci resta che sognare. |
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Mostra su Modigliani al Vittoriano |
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NapoliNews -
Arte
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Scritto da Achille Della Ragione
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Martedì 14 Marzo 2006 18:56 |
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Mostra su Modigliani al Vittoriano La mostra su Modigliani al Vittoriano di Roma, aperta al pubblico fino a 18 giugno, per la ricchezza e la qualità delle opere esposte, oltre 100, si pone all’attenzione del visitatore come uno tra gli avvenimenti artistici più importanti presenti in Italia. Tra i molti dipinti, campeggiano tre straordinari nudi di donna mistici e sensuali e un’ampia serie di ritratti femminili e maschili, che esprimono tutta la cifra stilistica del pittore di Livorno. |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Marzo 2009 18:24 |
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Leggi tutto... [Mostra su Modigliani al Vittoriano]
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NapoliNews -
Arte
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Scritto da Achille Della Ragione
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Venerdì 10 Marzo 2006 18:55 |
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Mostra di Tiziano La mostra su Tiziano, che si inaugura a Napoli il 24 aprile, si preannuncia come la più importante della stagione per il numero e la qualità delle opere esposte. Non soltanto un’antologica sul sommo pittore veneziano, ma anche una rassegna sul ritratto storico da Raffaello ai Carracci. Poco meno di 100 i dipinti esposti provenienti dai più prestigiosi musei del mondo, tra i quali numerosi per la prima volta in Italia. Ed a confermare lo spessore internazionale dell’esposizione basta sapere che in autunno essa si trasferirà a Parigi al museo del Luxembourg. |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Marzo 2009 18:26 |
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Leggi tutto... [Mostra di Tiziano]
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Depenalizare altro che criminalizzare |
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NapoliNews -
Arte
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Scritto da Achille Della Ragione
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Sabato 04 Marzo 2006 18:53 |
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Depenalizare altro che criminalizzare Tra le isterie di fine legislatura una delle più gravi, anche se sottovalutata dai mass media, è stata la criminalizzazione del consumo delle droghe leggere, equiparate del tutto, attraverso un decreto legge, a quelle pesanti. I fautori di questa rivoluzione si sono poi pubblicamente confessati, affermando di aver fatto uso, e più di una volta, delle sostanze oggi da loro stessi vietate: Fini si è fumato una canna in Giamaica, Casini non si è nemmeno spostato ed ha fatto le sue esperienze in un prato… Dopo le fumacchiate giovanili, però, non sono precipitati, come da loro ripetutamente paventato, nei labirinti dell’eroina, bensì, per nostra ventura, alla guida del Paese. |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Marzo 2009 18:34 |
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NapoliNews -
Arte
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Scritto da Achille Della Ragione
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Giovedì 02 Marzo 2006 18:51 |
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Il seno nell'arte antica Il capitolo della rappresentazione del seno nell’arte è poco meno che sterminato, perchè già nelle epoche più remote ignoti artisti hanno glorificato questo prezioso attributo della femminilità. La più antica testimonianza può essere considerata la Venere di Willendorf (fig. 1) del Kunsthistoriches museum di Vienna, risalente al Paleolitico. Raffigura una Grande madre o una Madre originaria. E’ un simbolo universale del femminino, una dea dell’amore e della fertilità ed è caratterizzata da una marcata evidenziazione dei genitali esterni e da un seno spazioso e prominente. |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Marzo 2009 18:45 |
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ALISCAFO ROMPE UN OBLÒ IMBARCANDO ACQUA |
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IschiaNews -
Trasporti
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Scritto da Ida Trofa
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Lunedì 20 Febbraio 2006 18:50 |
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Solo tanto spavento ed attimi di preoccupazione per i passeggeri a bordo del monocarena. Nessuna conseguenza a persone o cose. Riparato il danno il mezzo ha, infatti, continuato ad operare sulla tratta di collegamento regolarmente Stamani l’aliscafo celestina della Lauro in rotta da Ischia verso Napoli e viceversa è stato protagonista di un lieve incidente che comunque non ha mancato di destare preoccupazione ed allerta. Nel corso della navigazione infatti uno degli oblò del ponte belvedere è saltato imbarcando acqua. Nessuna conseguenza grave o danni a persone o cose, solo tanto spavento e qualche minuto di ritardo per i passeggeri che si trovavano a bordo e che all’improvviso hanno visto il mezzo imbarcare acqua dalla feritoia dal lato mascone apertasi in maniera inattese nel mentre il mezzo veloce accostava sul lato di sottovento. Giunto nel porto d’arrivo ed immediatamente sottoposto alle riparazioni del caso il Celestina ha continuato ad operare regolarmente sulla linea. |
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IschiaNews -
Cronaca
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Scritto da Tina Taliercio
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Giovedì 16 Febbraio 2006 18:48 |
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Peraltro ignorato da Bill Gates. Che, vedrete, verrà preso presto di mira, se qualcuno, tra un gioco di equilibrismo e un’acrobazia sotto il tendone, segnalerà al premier che… Sarà per i riferimenti sempre più “alti”, sarà per l’evidente stato di incoscienza (in tutte le sue accezioni) che caratterizza ogni sua esternazione o forse per un senso di pietà che ti prende nel vederlo così artificiosamente ottimista, ma devo riconoscere che la campagna elettorale del premier uscente è decisamente divertente. E riconosciamolo: Berlusconi ha portato l’allegria in politica! Chi non ricorda quelle noiose campagne elettorali della prima Repubblica? Tutti seri a parlare del proprio programma, ad analizzare i punti principali, ad aggiungere progetti, promesse, impegni con il Paese. E i moderatori? Giornalisti seri o seriosi, che ponevano domande pertinenti, che non si lasciavano andare a sorrisoni, pacche sulle spalle e battute pseuso-spiritose, quei musoni di un tempo! Oggi invece l’atmosfera è molto più simpatica, più intrisa di varietà. Suvvia, cerchiamo di mandare avanti questo baraccone Italia che, tra un paio di corna in una foto, una barzelletta ad un G8, un colbacco o un paio di stivaloni da cowboy indossati alla latitudine giusta e una corteggiatina alla propria omologa scandinava, in fondo resta pur sempre tra i primi otto Paesi industrializzati del mondo, sotto l’aura benevola dell’amministrazione statunitense. E non fa nulla se il Paese è allo sbando (mentre il premier continua a scalare la classifica degli uomini più ricchi del pianeta), se lo stipendio ci passa tra le mani come l’acqua in uno scolapasta, se il costo del lavoro è ingovernabile, se il lavoro stesso è diventato quanto di più provvisorio ci sia, se i pensionati non riescono neanche a far fronte alle proprie necessità primarie, se la competitività dell’Italia è oramai uno sbiadito ricordo, se l’inquinamento continua a mantenersi su livelli altissimi, se l’Istruzione pubblica è diventata una triste controfigura di se stessa, se… Se questa è l’Italia. Attualmente il nostro presidente del Consiglio sta dando fondo a tutto il patrimonio storico e religioso dell’umanità, in quanto a riferimenti, citazioni e suoi personali “gemellaggi”. È stata un’escalation che però ormai è in dirittura d’arrivo: dopo Napoleone, sta ricorrendo a Gesù Cristo, e qui il Vaticano dovrebbe già tirargli le orecchie e infliggergli qualche penitenza. La domanda però sorge legittima: chi sarà il prossimo? Al di sopra di Gesù Cristo c’è solo Lui. Arriverà a paragonarsi anche a Lui? Dipende. In ogni caso sta fornendo infinito materiale alla psichiatria. Per nostra disgrazia però, non possiamo permetterci di commiserarlo o di considerarlo per ciò che nella sostanza è, visto il ruolo che gli abbiamo, ahinoi, assegnato e che gli permette allo stato attuale di portare avanti una campagna elettorale basata sulla menzogna più pura e sulla provocazione di più bassa lega (ogni riferimento è puramente CAUSALE). Dove sono i programmi e soprattutto i loro contenuti? Dove, i civili, sebbene fermi e decisi, dibattiti in cui ci si fronteggia sui progetti di cambiamento, sul rispetto dei cittadini e dei loro diritti? Ci tocca assistere solo ed esclusivamente ad una raffica di insulti, di accuse, di ripicche, di battibecchi da bar dello sport, piuttosto che da rappresentanti delle istituzioni. Francamente è diventato tutto terribilmente noioso, anche perché trovo altrettanto grave che il centro-sinistra cada costantemente nelle provocazioni dell’esecutivo uscente, invece di cominciare a dettare le regole della comunicazione e a rispondere a tali atteggiamenti con il proprio programma di governo. Certo, è vero che quando si vuole distruggere slealmente un avversario, qualsiasi frase o parola può essere strumentalizzata. Ma penso sia più difficile fare un uso strumentale di un comportamento piuttosto che delle parole, nel senso che rispondere con la calma, i contenuti e l’eleganza viene immediatamente interpretato da noi cittadini in modo positivo, prima che altre chiacchiere inutili cerchino di infangare questa reazione di civiltà, poiché è una sensazione che si avverte istintivamente, per arrivare poi ad essere razionalizzata. E allora, nei tanti corsi di psicologia della comunicazione a cui si sottopongono tutti i politici, speriamo che qualche docente si ricordi di insegnar loro a rispondere non per quelle che loro credono essere “le rime”, bensì a dimostrare la loro migliore preparazione, capacità e autorevolezza con i contenuti (sperando che siano tutte doti presenti), lasciando completamente cadere le banali trappole verbali, suggerite di volta in volta dai cosiddetti “esperti” della comunicazione e portando avanti concetti costruttivi e realmente efficaci. Lasciandoli insomma cuocere nel loro brodo. Ma cosa c’entra in tutto questo Bill Gates? È presto detto. Il programma di scrittura per eccellenza a livello mondiale è Word, all’interno del pacchetto Office, prodotto ovviamente dal colosso Microsoft di Bill Gates: è davvero inconcepibile che, digitando il nome Berlusconi, Word lo sottolinei in rosso, considerandolo un NOME INESISTENTE, mentre se si digita Napoleone o Gesù Cristo, vengono entrambi riconosciuti come validi, quindi esistenti… DAVVERO POLITICALLY INCORRECT DA PARTE DI BILL GATES! C’è infine un suggerimento che mi permetterei umilmente di porgere al presidente del Consiglio: da grande uomo di cultura quale è (!), avrà sicuramente notato che la Storia riconosce ai Grandi (e solo a loro) il diritto di essere ricordati unicamente con il nome di battesimo. Qualche esempio, volutamente ed esclusivamente laico? Dante, Michelangelo, Leonardo, Raffaello, Galileo, Napoleone (!), Totò, Eduardo. Potrebbe essere questa la mossa successiva al “gemellaggio” con Gesù Cristo: “Da oggi in poi chiamatemi Silvio”. |
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MASTHERMED, IL NETWORK MEDITERRANEO PER IL TERMALISMO |
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IschiaNews -
Turismo
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Scritto da Tina Taliercio
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Martedì 14 Febbraio 2006 18:47 |
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Una fusione internazionale così ampia e politicamente trasversale di forze: un esempio da seguire anche in altre sfere sulla strada della cooperazione e dello sviluppo. L’annuncio della nascita di Masthermed (Mediterranean Association of Thermal Medicine) è stato dato in contemporanea allo svolgimento della Borsa Italiana del Turismo, BIT, a Milano dal 18 al 21 febbraio 2006 e alla diffusione delle statistiche relative ai movimenti turistici 2005 da parte dell’Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo di Ischia e Procida. Queste ultime certamente vengono solo a confermare ciò che era già ben noto a tutti: anche la stagione turistica passata ha rafforzato la tendenza negativa della destinazione Ischia. Sperando che si smetta di continuare a discettare inutilmente sulla presenza o meno della crisi, che non solo c’è ma è anche ben radicata, sarà molto più produttivo guardarsi intorno e individuare nuove strategie di mercato, utili al raggiungimento di vecchi e nuovi obiettivi. In questo senso costruttivo si colloca la costituzione di Masthermed (con sede alle Terme di Tabiano), che rappresenta ben l’85% delle terme mondiali, grazie ai 37 Paesi aderenti, tutti dell’area mediterranea e del Mar Nero (quindi appartenenti sia al continente Europa che all’Africa e all’Asia – a titolo di esempio, cito tra gli altri, oltre al nostro Paese, Francia, Spagna, Ungheria, Romania, Ucraina, Turchia e Marocco), anche perché è proprio in questa parte del pianeta che si concentrano gran parte delle terme mondiali – fatta eccezione per il Giappone, l’Islanda e, in misura minore, gli USA e il Regno Unito. La sede in Italia rappresenta un segnale forte da parte nel nostro termalismo, che effettivamente è in grado di offrire un prodotto di qualità, distribuito peraltro in modo piuttosto omogeneo su quasi tutto il territorio nazionale. Sulla base del fortissimo legame esistente tra turismo e termalismo, la nascita di Masthermed pone le basi per un salutare rilancio anche della nostra isola, da sempre votata a questa branca, sebbene i dati relativi proprio al termalismo abbiano manifestato una tendenza solo parzialmente positiva: in effetti, negli ultimi cinque anni si è verificato addirittura un calo del 10,4% per i trattamenti termali tradizionali (fanghi e bagni termali, cure inalatorie), mentre tutte le applicazioni di acqua e fango termali nel settore specifico del benessere e dell’estetica sono cresciute in maniera esponenziale con un poderoso +136,4% (dati Federterme – Confindustria). La diminuzione del 10,4% (sebbene negli ultimi due anni sembri comunque esserci un lieve recupero) non deve quindi trarre in inganno: in realtà è la mentalità dell’utente, piuttosto che le sue scelte, a essere cambiata. Oggi nessuno vuol più sentir parlare di “cure”, termine che rimanda alla malattia, all’ospedale, alla sofferenza e mal si concilia con le esigenze di coloro che desiderano raggiungere uno stato di maggior salute psicofisica, ossia uno stato di profondo benessere. Anche le tradizionali terapie termali, quindi, se poste e proposte in modo rinnovato, senza quell’alone di patologia, quell’atmosfera da reparto ospedaliero, possono ritrovare le loro classiche posizioni e addirittura rafforzarle, supportate dal vero e proprio exploit dei trattamenti benessere ed estetici, che tanto beneficio traggono proprio dall’applicazione del fango e dell’acqua termale in un’infinita gamma di massaggi, maschere, bendaggi, peeling, saune, docce e così via. Termalismo utile quindi non più solo alla cura delle malattie, ma efficace antagonista dello stress, da cui nessuno di noi è oramai esente, e attento strumento di prevenzione di innumerevoli disturbi e vere e proprie patologie. Il tutto in un momento in cui anche la medicina allopatica abbraccia sempre più il concetto “olistico” e naturalistico, riconoscendo valore ed efficacia alle terapie, assolutamente prive di fattori stressanti e strettamente legate all’ambiente. Anche per questo Masthermed deve essere salutato con tutta l’attenzione che merita, visto che sarà l’ambasciatore del Termalismo nel mondo, senza trascurare l’elevazione dello standard delle imprese coinvolte nel settore, che dovranno sottoporsi a specifica certificazione di qualità, che riguarderà anche tutti i prodotti cosmetici, tra i cui principi attivi figurano anche il fango e/o l’acqua termale. Numerosi altri sono inoltre gli obiettivi del network: dalle politiche di seri investimenti in ricerca e sviluppo, all’incremento e ampliamento della comunicazione e collaborazione medica e culturale tra i Paesi membri, che permetteranno scambi di esperienze e conoscenze scientifiche a livello mondiale, allo sviluppo di politiche di marketing finalizzate alla crescita del termalismo, alla diffusione di riviste, tradotte in più lingue, ai gemellaggi fra città e centri termali, di ricerca e di benessere, al patrocinio e organizzazione di corsi di formazione a livello medico, paramedico e per il personale operante nel settore termale nonché di congressi medici con attinenza al termalismo, all’attivazione o ampliamento di studi clinici utili al termalismo e molto altro ancora. Il primo appuntamento di confronto per Masthermed è previsto per l’inizio dell’estate, quando avrà luogo il primo Congresso Internazionale della Società Mediterranea di Medicina Termale, la cui sede non è stata ancora resa nota. Il risalto che le menti costituenti Masthermed sapranno dare alla loro iniziativa, a livello di comunicazione, sarà determinante per il raggiungimento degli importanti obiettivi citati. Comunicazione che dovrà spaziare dai canali più innovativi a quelli più tradizionali, per far sì che il termalismo si affermi come valore aggiunto delle tante destinazioni che ne hanno fatto una delle basi essenziali della propria proposta turistica, accanto alle strutture ricettive e alla qualità del vivere. Alcuni canali di comunicazione raggiungeranno fasce di utenti già “esperti” di termalismo, che magari potranno tornare a considerarlo come valido elemento di scelta per il prossimo soggiorno. Altri canali – si legga soprattutto internet – saranno invece utili per entrare in contatto con i “neofiti” del termalismo, a cui bisognerà inviare i giusti messaggi, sensibilizzandoli e invitandoli alla scoperta di un’essenza nuova del vivere moderno. |
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Ultimo aggiornamento Sabato 27 Dicembre 2008 18:50 |
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