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Forio: Il senso unico in via Baiola

Forio: Il senso unico in via Baiola

Al Sindaco del Comune di Forio
dott. Franco Regine
S E D E
e p.c. 
Al Comandante della Polizia Municipale di Forio
S E D E
Forio, lì 20 ottobre 2004.
Oggetto: Senso unico Via Baiola – Richiesta urgente incontro.
Con riferimento all’oggetto, nel condividere la esigenza di provvedere ad elaborare misure e strategie per decongestionare il traffico nell’area di Monterone con particolare riferimento alla Piazza Santissima Immacolata ed al tratto di strada di via Baiola, riteniamo,

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OPINIONI DI UN CLOWN PDF Stampa E-mail
IschiaNews - Cronaca
Scritto da Tina Taliercio   
Giovedì 16 Febbraio 2006 18:48

Peraltro ignorato da Bill Gates. Che, vedrete, verrà preso presto di mira, se qualcuno, tra un gioco di equilibrismo e un’acrobazia sotto il tendone, segnalerà al premier che…

Sarà per i riferimenti sempre più “alti”, sarà per l’evidente stato di incoscienza (in tutte le sue accezioni) che caratterizza ogni sua esternazione o forse per un senso di pietà che ti prende nel vederlo così artificiosamente ottimista, ma devo riconoscere che la campagna elettorale del premier uscente è decisamente divertente. E riconosciamolo: Berlusconi ha portato l’allegria in politica! Chi non ricorda quelle noiose campagne elettorali della prima Repubblica? Tutti seri a parlare del proprio programma, ad analizzare i punti principali, ad aggiungere progetti, promesse, impegni con il Paese. E i moderatori? Giornalisti seri o seriosi, che ponevano domande pertinenti, che non si lasciavano andare a sorrisoni, pacche sulle spalle e battute pseuso-spiritose, quei musoni di un tempo! Oggi invece l’atmosfera è molto più simpatica, più intrisa di varietà. Suvvia, cerchiamo di mandare avanti questo baraccone Italia che, tra un paio di corna in una foto, una barzelletta ad un G8, un colbacco o un paio di stivaloni da cowboy indossati alla latitudine giusta e una corteggiatina alla propria omologa scandinava, in fondo resta pur sempre tra i primi otto Paesi industrializzati del mondo, sotto l’aura benevola dell’amministrazione statunitense. E non fa nulla se il Paese è allo sbando (mentre il premier continua a scalare la classifica degli uomini più ricchi del pianeta), se lo stipendio ci passa tra le mani come l’acqua in uno scolapasta, se il costo del lavoro è ingovernabile, se il lavoro stesso è diventato quanto di più provvisorio ci sia, se i pensionati non riescono neanche a far fronte alle proprie necessità primarie, se la competitività dell’Italia è oramai uno sbiadito ricordo, se l’inquinamento continua a mantenersi su livelli altissimi, se l’Istruzione pubblica è diventata una triste controfigura di se stessa, se… Se questa è l’Italia.
Attualmente il nostro presidente del Consiglio sta dando fondo a tutto il patrimonio storico e religioso dell’umanità, in quanto a riferimenti, citazioni e suoi personali “gemellaggi”. È stata un’escalation che però ormai è in dirittura d’arrivo: dopo Napoleone, sta ricorrendo a Gesù Cristo, e qui il Vaticano dovrebbe già tirargli le orecchie e infliggergli qualche penitenza. La domanda però sorge legittima: chi sarà il prossimo? Al di sopra di Gesù Cristo c’è solo Lui. Arriverà a paragonarsi anche a Lui? Dipende. In ogni caso sta fornendo infinito materiale alla psichiatria.
Per nostra disgrazia però, non possiamo permetterci di commiserarlo o di considerarlo per ciò che nella sostanza è, visto il ruolo che gli abbiamo, ahinoi, assegnato e che gli permette allo stato attuale di portare avanti una campagna elettorale basata sulla menzogna più pura e sulla provocazione di più bassa lega (ogni riferimento è puramente CAUSALE). Dove sono i programmi e soprattutto i loro contenuti? Dove, i civili, sebbene fermi e decisi, dibattiti in cui ci si fronteggia sui progetti di cambiamento, sul rispetto dei cittadini e dei loro diritti? Ci tocca assistere solo ed esclusivamente ad una raffica di insulti, di accuse, di ripicche, di battibecchi da bar dello sport, piuttosto che da rappresentanti delle istituzioni. Francamente è diventato tutto terribilmente noioso, anche perché trovo altrettanto grave che il centro-sinistra cada costantemente nelle provocazioni dell’esecutivo uscente, invece di cominciare a dettare le regole della comunicazione e a rispondere a tali atteggiamenti con il proprio programma di governo.
Certo, è vero che quando si vuole distruggere slealmente un avversario, qualsiasi frase o parola può essere strumentalizzata. Ma penso sia più difficile fare un uso strumentale di un comportamento piuttosto che delle parole, nel senso che rispondere con la calma, i contenuti e l’eleganza viene immediatamente interpretato da noi cittadini in modo positivo, prima che altre chiacchiere inutili cerchino di infangare questa reazione di civiltà, poiché è una sensazione che si avverte istintivamente, per arrivare poi ad essere razionalizzata. E allora, nei tanti corsi di psicologia della comunicazione a cui si sottopongono tutti i politici, speriamo che qualche docente si ricordi di insegnar loro a rispondere non per quelle che loro credono essere “le rime”, bensì a dimostrare la loro migliore preparazione, capacità e autorevolezza con i contenuti (sperando che siano tutte doti presenti), lasciando completamente cadere le banali trappole verbali, suggerite di volta in volta dai cosiddetti “esperti” della comunicazione e portando avanti concetti costruttivi e realmente efficaci. Lasciandoli insomma cuocere nel loro brodo.
Ma cosa c’entra in tutto questo Bill Gates? È presto detto. Il programma di scrittura per eccellenza a livello mondiale è Word, all’interno del pacchetto Office, prodotto ovviamente dal colosso Microsoft di Bill Gates: è davvero inconcepibile che, digitando il nome Berlusconi, Word lo sottolinei in rosso, considerandolo un NOME INESISTENTE, mentre se si digita Napoleone o Gesù Cristo, vengono entrambi riconosciuti come validi, quindi esistenti…
DAVVERO POLITICALLY INCORRECT DA PARTE DI BILL GATES!
C’è infine un suggerimento che mi permetterei umilmente di porgere al presidente del Consiglio: da grande uomo di cultura quale è (!), avrà sicuramente notato che la Storia riconosce ai Grandi (e solo a loro) il diritto di essere ricordati unicamente con il nome di battesimo. Qualche esempio, volutamente ed esclusivamente laico? Dante, Michelangelo, Leonardo, Raffaello, Galileo, Napoleone (!), Totò, Eduardo.
Potrebbe essere questa la mossa successiva al “gemellaggio” con Gesù Cristo: “Da oggi in poi chiamatemi Silvio”.

 
MASTHERMED, IL NETWORK MEDITERRANEO PER IL TERMALISMO PDF Stampa E-mail
IschiaNews - Turismo
Scritto da Tina Taliercio   
Martedì 14 Febbraio 2006 18:47

Una fusione internazionale così ampia e politicamente trasversale di forze: un esempio da seguire anche in altre sfere sulla strada della cooperazione e dello sviluppo.

L’annuncio della nascita di Masthermed (Mediterranean Association of Thermal Medicine) è stato dato in contemporanea allo svolgimento della Borsa Italiana del Turismo, BIT, a Milano dal 18 al 21 febbraio 2006 e alla diffusione delle statistiche relative ai movimenti turistici 2005 da parte dell’Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo di Ischia e Procida. Queste ultime certamente vengono solo a confermare ciò che era già ben noto a tutti: anche la stagione turistica passata ha rafforzato la tendenza negativa della destinazione Ischia. Sperando che si smetta di continuare a discettare inutilmente sulla presenza o meno della crisi, che non solo c’è ma è anche ben radicata, sarà molto più produttivo guardarsi intorno e individuare nuove strategie di mercato, utili al raggiungimento di vecchi e nuovi obiettivi.
In questo senso costruttivo si colloca la costituzione di Masthermed (con sede alle Terme di Tabiano), che rappresenta ben l’85% delle terme mondiali, grazie ai 37 Paesi aderenti, tutti dell’area mediterranea e del Mar Nero (quindi appartenenti sia al continente Europa che all’Africa e all’Asia – a titolo di esempio, cito tra gli altri, oltre al nostro Paese, Francia, Spagna, Ungheria, Romania, Ucraina, Turchia e Marocco), anche perché è proprio in questa parte del pianeta che si concentrano gran parte delle terme mondiali – fatta eccezione per il Giappone, l’Islanda e, in misura minore, gli USA e il Regno Unito.
La sede in Italia rappresenta un segnale forte da parte nel nostro termalismo, che effettivamente è in grado di offrire un prodotto di qualità, distribuito peraltro in modo piuttosto omogeneo su quasi tutto il territorio nazionale.
Sulla base del fortissimo legame esistente tra turismo e termalismo, la nascita di Masthermed pone le basi per un salutare rilancio anche della nostra isola, da sempre votata a questa branca, sebbene i dati relativi proprio al termalismo abbiano manifestato una tendenza solo parzialmente positiva: in effetti, negli ultimi cinque anni si è verificato addirittura un calo del 10,4% per i trattamenti termali tradizionali (fanghi e bagni termali, cure inalatorie), mentre tutte le applicazioni di acqua e fango termali nel settore specifico del benessere e dell’estetica sono cresciute in maniera esponenziale con un poderoso +136,4% (dati Federterme – Confindustria). La diminuzione del 10,4% (sebbene negli ultimi due anni sembri comunque esserci un lieve recupero) non deve quindi trarre in inganno: in realtà è la mentalità dell’utente, piuttosto che le sue scelte, a essere cambiata. Oggi nessuno vuol più sentir parlare di “cure”, termine che rimanda alla malattia, all’ospedale, alla sofferenza e mal si concilia con le esigenze di coloro che desiderano raggiungere uno stato di maggior salute psicofisica, ossia uno stato di profondo benessere. Anche le tradizionali terapie termali, quindi, se poste e proposte in modo rinnovato, senza quell’alone di patologia, quell’atmosfera da reparto ospedaliero, possono ritrovare le loro classiche posizioni e addirittura rafforzarle, supportate dal vero e proprio exploit dei trattamenti benessere ed estetici, che tanto beneficio traggono proprio dall’applicazione del fango e dell’acqua termale in un’infinita gamma di massaggi, maschere, bendaggi, peeling, saune, docce e così via. Termalismo utile quindi non più solo alla cura delle malattie, ma efficace antagonista dello stress, da cui nessuno di noi è oramai esente, e attento strumento di prevenzione di innumerevoli disturbi e vere e proprie patologie. Il tutto in un momento in cui anche la medicina allopatica abbraccia sempre più il concetto “olistico” e naturalistico, riconoscendo valore ed efficacia alle terapie, assolutamente prive di fattori stressanti e strettamente legate all’ambiente.
Anche per questo Masthermed deve essere salutato con tutta l’attenzione che merita, visto che sarà l’ambasciatore del Termalismo nel mondo, senza trascurare l’elevazione dello standard delle imprese coinvolte nel settore, che dovranno sottoporsi a specifica certificazione di qualità, che riguarderà anche tutti i prodotti cosmetici, tra i cui principi attivi figurano anche il fango e/o l’acqua termale. Numerosi altri sono inoltre gli obiettivi del network: dalle politiche di seri investimenti in ricerca e sviluppo, all’incremento e ampliamento della comunicazione e collaborazione medica e culturale tra i Paesi membri, che permetteranno scambi di esperienze e conoscenze scientifiche a livello mondiale, allo sviluppo di politiche di marketing finalizzate alla crescita del termalismo, alla diffusione di riviste, tradotte in più lingue, ai gemellaggi fra città e centri termali, di ricerca e di benessere, al patrocinio e organizzazione di corsi di formazione a livello medico, paramedico e per il personale operante nel settore termale nonché di congressi medici con attinenza al termalismo, all’attivazione o ampliamento di studi clinici utili al termalismo e molto altro ancora.
Il primo appuntamento di confronto per Masthermed è previsto per l’inizio dell’estate, quando avrà luogo il primo Congresso Internazionale della Società Mediterranea di Medicina Termale, la cui sede non è stata ancora resa nota.
Il risalto che le menti costituenti Masthermed sapranno dare alla loro iniziativa, a livello di comunicazione, sarà determinante per il raggiungimento degli importanti obiettivi citati. Comunicazione che dovrà spaziare dai canali più innovativi a quelli più tradizionali, per far sì che il termalismo si affermi come valore aggiunto delle tante destinazioni che ne hanno fatto una delle basi essenziali della propria proposta turistica, accanto alle strutture ricettive e alla qualità del vivere. Alcuni canali di comunicazione raggiungeranno fasce di utenti già “esperti” di termalismo, che magari potranno tornare a considerarlo come valido elemento di scelta per il prossimo soggiorno. Altri canali – si legga soprattutto internet – saranno invece utili per entrare in contatto con i “neofiti” del termalismo, a cui bisognerà inviare i giusti messaggi, sensibilizzandoli e invitandoli alla scoperta di un’essenza nuova del vivere moderno.

Ultimo aggiornamento Sabato 27 Dicembre 2008 18:50
 
VAMOS A BAILAR! PDF Stampa E-mail
IschiaNews - Musica
Scritto da Tina Taliercio   
Lunedì 06 Febbraio 2006 18:42

Forse è proprio a causa del difficile momento (sotto quasi tutti i punti di vista) che stiamo vivendo, tanto a livello nazionale che mondiale, che l’argomento stavolta è decisamente più “leggero”, gradevole e rasserenante.

 Se ne avverte il bisogno, probabilmente e soprattutto per ricaricarsi delle energie indispensabili ad affrontare il disagio collettivo che ci investe dal punto di vista umano, economico, professionale, culturale e sociale.
E allora ben vengano idee come quella che un paio di anni fa ha accomunato Luciano Trani e Marianna Lamonica (Ecoservice, Legambiente Ischia) a Michele Arturo e Marinella Regine (medici) e a Michele Migliaccio e Paola Margaria (farmacisti): una Scuola di Tango Argentino ad Ischia, più precisamente nel centro storico di Forio, in Via Soprascaro, 13 (località Soccorso), tel. 081 5071312, e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Grazie all’amicizia con il Maestro Marco Spasiani (il cui curriculum vitae è di quelli che non lasciano spazio a dubbi), il progetto ha preso immediatamente forma e consistenza, attuandosi già nel 2005 e acquisendo nel tempo una fisionomia ben precisa (non a caso è imminente la fondazione dell’Associazione del Tango Argentino, che sarà formalizzata in tempi brevi).
Vista la particolarità e soprattutto la valenza anche culturale di questo progetto, ho incontrato il co-fondatore Luciano Trani, per farmi e farci raccontare concretamente cosa vogliono fare “da grandi”.
D: Quali sono gli obiettivi della Scuola di Tango Argentino su un territorio dai confini così netti come quelli di un’isola?
R: Il tango si sta diffondendo in maniera crescente in tutto il mondo. Certo, la capitale è Buenos Aires, ma il Paese europeo di riferimento è la Francia, seguita da tutto il nord Europa. Ischia dal canto suo riesce ad attirare turisti da tutto il mondo e infatti durante l’estate ho ricevuto, con grande piacere, molte telefonate di ospiti sull’isola che mi richiedevano un luogo dove poter ballare. Il nostro obiettivo principale è la diffusione della cultura del Tango, che ha origini anche in Europa e che, a causa dell’immigrazione, che ha portato il pensiero, il modo di essere e la poesia dei nostri predecessori nel nuovo continente, si è diffuso anche e soprattutto oltreoceano.
D: Si può datare la nascita del Tango?
R: Le sue origini si ritrovano in Africa nella prima metà del XIX secolo (intorno al 1830-1840), benché si sia poi sviluppato nell’America Latina attraverso gli schiavi che dal Continente Nero venivano portati appunto in Sud America. Lì fu inizialmente caratterizzato da una base ritmica molto forte (grazie ai ritmi tribali delle percussioni di chiara origine africana); presto però si fuse con le culture e le armonie del luogo, dando vita prima alla Milonga e poi al vero e proprio Tango.
D: Esiste da parte della Scuola di Tango di Forio una strategia, e quindi una programmazione, in grado di coinvolgere anche il turista?
R: Certo, mediante degli stage, di cui tre già programmati per marzo, settembre e ottobre 2006, in strutture ricettive che siano in grado di offrire le caratteristiche necessarie in termini di organizzazione logistica e di atmosfera - come ad esempio l’agriturismo Villa Spadaia di Forio, con cui l’accordo è già preso da tempo. Se infatti occorre ovviamente una sala adeguata sia dal punto di vista degli spazi che da quello dell’acustica, accanto a questi elementi è necessario un pubblico (quindi gli ospiti presenti in quel dato periodo) in grado di recepire il messaggio, che sia quindi sufficientemente sensibile tanto all’aspetto musicale (in senso tecnico e armonico) che all’espressione culturale alla base del Tango Argentino.
D: Quali le impressioni dei vostri due maestri di tango (anche la stessa co-fondatrice Paola Margaria infatti lo è), entrambi con un Curriculum Vitae di notevole spessore e abituati a lavorare in contesti molto più cosmopoliti e all’avanguardia di Ischia?
R: Premetto che, oltre ad essere professionalmente molto motivati, entrambi infondono molta passione ed entusiasmo nell’impresa. Per rispondere poi direttamente alla domanda, devo dire che in un primo momento hanno percepito una notevole pigrizia da parte della popolazione locale, una sorta di indisponibilità a “mettersi in discussione”. Questo è stato tuttavia il primo impatto, seguito però da una graduale apertura e crescita di interesse, che sono sfociati infatti in una quantità di iscrizioni a entrambi i livelli – Principianti e Intermedi – che sono andate ben oltre le aspettative.
D: Esiste la possibilità di partnership anche con le amministrazioni pubbliche dell’isola e con gli organizzatori di eventi e spettacoli con buona risonanza sui mass media?
R: Certo, attraverso spettacoli che coinvolgeranno professionisti provenienti da tutto il mondo. Cercheremo di organizzare eventi nel momento giusto (non certo in alta stagione) e in tal senso abbiamo già avviato dei contatti, che a breve dovrebbero dare buoni esiti.
D: L’educazione alla danza (e quindi alla musica) potrebbe rappresentare un tassello importante dell’offerta scolastica sull’isola. Negli ultimi anni le finanziarie prodotte dal governo attualmente uscente hanno penalizzato gravemente la Scuola pubblica, a tutto vantaggio degli istituti privati, tanto da arrivare a tagli alla spesa talmente clamorosi, che rischiano di intaccare, a mio modo di vedere, addirittura lo Stato di Diritto. È ragionevole immaginare, nel drammatico contesto odierno, la possibilità che l’educazione alla danza entri nel gruppo delle attività da svolgere, ad esempio, nei tempi prolungati delle scuole elementari e medie?
R: Credo di sì. Ritengo che il Tango sia una forma d’arte completa, che ben si concilia con un discorso educativo rivolto a bambini e ragazzi. Cercheremo di portare avanti una serie di proposte in questa direzione e di darne conto agli isolani in un ragionevole arco di tempo.

 
Breve storia del reggiseno PDF Stampa E-mail
IschiaNews - Cronaca
Scritto da Achille Della Ragione   
Domenica 12 Febbraio 2006 18:44

Breve storia del reggiseno

Odiato dalle femministe, che ne propugnavano l’abolizione e ne facevano pubblici roghi nelle piazze, la storia del moderno reggiseno è poco più che bicentenaria: dai corsetti civettuoli di inizio Ottocento, come quello esibito dalla leziosa signora immortalata nella litografia di Achille Deveria (fig. 1), fatto su misura e studiato sulle curve della proprietaria, alla produzione in serie, con taglie standard, che a metà del XIX secolo inaugura l’industria della confezione, anche se l’inventrice del primo reggiseno viene generalmente considerata, anche se erroneamente, la signora Mary Jacobs, un’eccentrica americana, che dovendo fare colpo su un miliardario, nel 1914, pensò di indossare un abito trasparente e, per coprire parzialmente le sue grazie, chiuse insieme due fazzoletti con del nastro.

Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Marzo 2009 16:32
Leggi tutto... [Breve storia del reggiseno]
 
STATI DI COSCIENZA ALTERATA PDF Stampa E-mail
IschiaNews - Cronaca
Scritto da Tina Taliercio   
Giovedì 02 Febbraio 2006 18:39

Che sorpresa. Un giornale danese, uno norvegese ed uno francese - sembra quasi una tragica barzelletta, tipo quelle che racconta il nostro illuminato premier uscente - pubblicano in rapida sequenza temporale una decina di vignette satiriche, peraltro di mediocre livello, incentrate sulla figura del Profeta Maometto, suscitando da un lato l’ira e la conseguente reazione violenta di alcune migliaia di musulmani più o meno estremisti e dall’altro il profondo sconcerto e la conseguente ferita morale di centinaia di milioni di musulmani veri, che non vanno in giro a farsi esplodere, non minacciano di morte gli “infedeli” e non riempiono i TG e le pagine dei giornali di tutto il mondo con sanguinosi attentati.
Che sorpresa, vero? Ve lo sareste mai aspettato? In un momento storico come quello attuale, che i futuri studiosi guarderanno a dir poco con profonda commiserazione per le bassezze umane, politiche e culturali che si stanno susseguendo senza sosta, in cui la convivenza tra i popoli costituisce uno dei problemi più spinosi e drammatici, in cui la comunicazione (alla faccia della globalizzazione) è impresa ardua già sul pianerottolo della propria abitazione, figuriamoci tra i popoli, in cui qualcuno è tuttora convinto che ci sia una “civiltà superiore” ed un suo degno amico si fa carico (!) di esportare la democrazia, ebbene, in questo trionfo di intelligenze, rispetto dei diritti umani e ricerca costante della pace, si pubblicano delle provocazioni belle e buone, tanto per movimentare un po’ la vita del pianeta, ritenuta evidentemente troppo tranquilla e noiosa.
Ma forse realmente l’11 settembre, l’Afghanistan, l’Iraq, la Palestina, l’Iran, la Cecenia non fornivano abbastanza “carburante” alla macchina da guerra che si è (ancora una volta) impossessata del pianeta in questo nuovo, drammatico terzo millennio. Una macchina che ha bisogno di nutrirsi all’infinito, che fagocita e distrugge in un attimo conquiste faticosamente raggiunte, che non conosce morale, etica, umanità, pietà.
La satira, si dirà. Ma cos’è la satira? Io l’ho sempre considerata come un’avanzata espressione di civiltà, intrisa di cultura, ironia (e autoironia), tempismo. Cosa c’è di tutto ciò in queste squallide vignette? Tuttavia, a parte il loro effettivo basso livello, il punto è un altro: è forse la satira il dio di una nuova religione, in quanto tale insindacabile e intoccabile? Si può, nel suo nome, calpestare il credo di chi ha una visione del mondo semplicemente non uguale al cosiddetto occidente? Perché è soprattutto la soggettiva visione del mondo di ciascuno di noi a guidare in misura significativa i nostri pensieri, le nostre azioni, le nostre scelte. Ma ciò che riesce difficile a “noi” è proprio concepire che esista un’altra visione del mondo, diversa dalla nostra - ma che ha diritto alla stessa dignità - e ancora più difficile ci riesce rispettarla. La parola chiave è dunque questa: Rispetto. Quanto più la cosiddetta umanità va avanti nel suo difficile cammino in questo terzo millennio, tanto più sembra perdere di vista questo fondamento del vivere civile, che pure ha dovuto conquistarsi con il sangue nel corso della sua lunga storia. Rispetto dovrebbe voler dire, per restare in ambito teologico, “…non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. Allora basterebbe chiedersi: come avremmo reagito noi occidentali, se alcuni giornali di Paesi musulmani avessero pubblicato vignette in cui si operava una chiara satira ad una figura fondamentale della fede cristiana? E come avrebbero reagito gli ebrei (e di conseguenza noi, per, diciamo, “alleanza politica”), se la satira si fosse rivolta a loro? Ciascuno potrà immaginare le reazioni del caso, in base alla sua coscienza e obiettività, ma mi sento di dire che le domande appena formulate rischiano di essere puramente retoriche, di appartenere a quelle, cioè, che si rispondono da sole.
Ovvio però che un argomento profondo e delicato come questo si presti ad infiniti livelli di interpretazione e, se quello teologico è di certo il più complesso, anche il livello politico riveste comunque una grande importanza in una vicenda tragica e allo stesso tempo dai tratti paradossali come questa.
Hamza Piccardo, segretario nazionale dell’UCOII, Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia, in un’intervista a La Repubblica pubblicata il 4 febbraio scorso, ha un atteggiamento decisamente tollerante e saggio, proprio come insegna ad essere il Profeta. Se da un lato condanna giustamente le reazioni violente delle fasce più estreme dell’Islam, dall’altro riesce ad esprimere con profonda pregnanza il sentimento di sofferenza e di cattiveria gratuita che stanno vivendo in questi giorni centinaia di milioni di musulmani, che si sentono costretti a dover subire ancora una volta la visione del mondo degli occidentali, la LORO concezione della libertà.
Piccardo denuncia tuttavia un ulteriore aspetto del tutto diverso, ossia il disegno politico che potrebbe essere alla base della vicenda. Pare infatti che le prime vignette fossero già comparse a settembre scorso in Danimarca, e in seguito in altri Paesi; potrebbe però non essere affatto un caso che siano rispuntate fuori proprio ora, subito dopo la vittoria di Hamas in Palestina, come se potessero dimostrare, con le reazioni (assolutamente prevedibili) che stanno suscitando, quanto le due civiltà siano incompatibili e, più specificamente, quanto i musulmani (strumentalizzando l’azione di pochi tra loro, a discapito dei più) siano distanti dai valori occidentali di modernità, progresso e libertà, in una parola, quanto essi siano IL NEMICO. Per questo Piccardo ritiene, e mi unisco a lui, che i musulmani tutti dovrebbero tenere i toni abbassati, evitare di reagire, e questo per un unico, vero motivo: per non scendere al livello di chi ha organizzato tutta questa amara storia a scopi strumentali, per non dargli importanza, ma soprattutto per non fare il suo gioco.
Il carnefice, per esser tale, ha necessariamente bisogno della sua vittima. Ma se la vittima non è disposta ad accettare il ruolo che il carnefice vuole imporle e decide invece di ignorarlo, il carnefice non potrà far altro che togliersi di torno.
Questo perlomeno fino a quando non è troppo tardi e la guerra è già in atto.

 
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