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Lo spazio bianco, colorato di rosa PDF Stampa E-mail
NapoliNews - Intrattenimento
Scritto da Achille Della Ragione   
Domenica 18 Ottobre 2009 14:19

Lo spazio bianco, colorato di rosa

Un film fatto da donne, dalla regista Francesca Comencini alla protagonista Margherita Buy, dalla scrittrice Valeria Parrella alla sceneggiatrice Federica Pontremoli, che piacerà alle gerarchie vaticane, perché rappresenta un vero e proprio inno alla vita: invocata, protetta, anelata con le donne che creano attorno ad essa uno spazio sacro da tutelare con la foga delle antiche vestali.

La storia vede Maria, interpretata con notevole efficacia dalla Buy, insegnante di italiano in una scuola per adulti a Napoli frequentata da extra comunitari e poveracci, la quale, a seguito di una fugace relazione si trova gravida ed abbandonata dall’occasionale compagno. Una sorpresa per la donna, alle soglie della menopausa, che rischia di cambiare la sua vita, libera quanto modesta, fatta di sveglie antelucane, di lavoro appassionato, di cinema pomeridiano e di incontri serali con gli amici.
L’attesa per la nascita si protrarrà dopo la nascita stessa, avvenuta prematuramente, in quello spazio bianco, che dà il titolo al film, durato cinquanta giorni fatto di paure e speranze, di urla e silenzi, mentre la neonata staziona in incubatrice e senza che nessuno sappia, inclusi i medici, se comincerà a respirare, affacciandosi alla vita, o se miseramente morirà.
Tutto è sospeso, come in un’interminabile apnea, con Maria che riesamina la sua esistenza nelle interminabili ore trascorse vicino a quel delicato involucro fatto di vetro e tubicini, a quell’incubatrice che tiene appesa ad un filo la vita della piccolissima Irene.
La storia è ambientata a Napoli e la città viene disegnata in maniera delicata, lontana anni luce dai  comuni stereotipi, anzi la regista, generosamente, ci descrive un ospedale, gli Incurabili, come dotato delle più moderne attrezzature per le cure dei prematuri.
La pellicola reduce da Venezia, dove è stata lodata dalla critica, è la dimostrazione che si può realizzare un buon film senza spendere cifre folli, purché si abbiano idee e si possa contare su attrici di livello come Margherita Buy, che ci fornisce un’interpretazione di rara intensità.
Achille della Ragione

Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Ottobre 2009 14:46
 
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