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Forio: Commento Foriano, Sorridi alla vita che la vita sorriderà a te, nulla o poco cambia, liquidazioni ai dipendenti della torre saracena, luci accese tutte le notti al mattei, rapina alla banca di casamicciolastrada di citara muro rotto

Commento Foriano, di Peppe D'Ambra

Sorridi alla vita che la vita sorriderà a te

NULLA O POCO CAMBIA
Anche sulla nostra isola
Certo l’esito di questa tornata elettorale era atteso da tutti e nonostante i chiari segnali di continua disaffezione ai partiti tradizionali qualcuno ha ancora il coraggio di cantare vittoria. Ma questa è la nostra classe politica attuale che continua a vivacchiare ed è dura a scomparire.

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Forio D'Ischia e il delitto Matteotti PDF Stampa E-mail
Ricerche Storiche D'Ambra - Ricerche Storiche
Scritto da Centro Ricerche Storiche D'Ambra   
Giovedì 26 Febbraio 2009 18:29

Forio D'Ischia e il delitto Matteotti

Nel mese di giugno 1924, avviene in Italia un fatto orrendo che riempie di sdegno e commuove il mondo intero. Il deputato socialista Giacomo Matteotti, uno dei più decisi e fattivi oppositori alla dittatura fascista, viene barbaramente assassinato perché gli sia impedito di rivelare ulteriormente agli italiani in quale trappola antilibertaria sono caduti. Le manifestazioni di protesta riempiono le piazze d’Italia. A Forio, in alcuni giovani la spensieratezza dell’età va via all’istante. Quel fatto di sangue, portatore di un significato umano e civile profondo, li rende improvvisamente consapevoli di essere ormai uomini.

La Piazza Pontone (sarà chiamata Matteotti dopo la Liberazione) che si riempie di gente in poco tempo, è teatro della civile protesta dei Foriani. Uno dei giovani presenti più attivi, Giacomo Genovino (1908-1979) insiste perché tutto il paese sappia del crimine orrendo e dà inizio ad un corteo, che si snoda come una processione verso il centro del paese. Un fascista si para davanti ai dimostranti cercando di fermarli con l’estrarre una pistola dalla tasca. Il corteo prosegue. Il fascista spara in aria. I più giovani non riescono a contenere la tensione creata dalla grave provocazione, afferrano il violento, lo immobilizzano e gli strappano l’arma dalle mani, consegnandolo ai Carabinieri che alla fine erano intervenuti.

Avv. Nino d’Ambra.

Ultimo aggiornamento Domenica 22 Marzo 2009 18:13
 
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