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Un fatto nuovo: In calce a gli spunti e riflessione che seguono - resi pubblici in data 30 aprile u.s.- la risposta pervenuta da Antonio di Pietro

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datata 3/05/2012  10:39
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Con il programmato sciopero di 36 ore indetto da Federmar-Cisal PDF Stampa E-mail
ItaliaNews - Cronaca
Scritto da Nicola Lamonica   
Mercoledì 07 Gennaio 2009 18:03

Con il programmato sciopero di 36 ore indetto da Federmar-Cisal

a partire da Giovedì 8 gennaio alle ore 12 contro la privatizzazione della flotta pubblica italiana ( Gruppo Tirrenia e consociate regionali )  e con l’annunciata serrata a tempo indeterminato a partire dal giorno 10 c.m. dell’Armamento Privato contro il Governo Nazionale che ha tradito le loro aspettative sugli sgravi contributivi, sta per iniziare un periodo nero per i trasporti marittimi del Golfo di Napoli e non solo.

Anzitutto è bene precisare che gli eventi sopra citati sono di taglio giuridico totalmente diverso: da un lato c’è una legittima iniziativa sindacale fatta dai lavoratori che comunque garantirà i servizi minimi previsti per legge; dall’altro canto l’iniziativa parte dagli imprenditori ( dai padroni per intenderci ) i quali hanno il diritto di protestare come e quando vogliono nelle sedi opportune come comuni cittadini ma anche il dovere di non negare i servizi venendo meno in modo unilaterale agl’impegni assunti e liberamente sottoscritti in qualità di imprenditori.
 Di fronte alle novità che vengono dalla crisi finanziaria in atto, certamente non determinata né dai lavoratori né dagli utenti del mare, a chi dice di non potercela fare più a sostenere le spese per garantire un’attività di collegamenti essenziali per gl’isolani, noi dell’autmare non possiamo far altre che chiedergli di dichiarare la propria rinuncia alle linee ed ai servizi e di farsi da parte per liberare il mercato;  e nella concorrenza stabilire le nuove migliori condizioni per gli utenti del mare.
Spetta comunque al Governo ed alla Regione Campania di prendere decisioni immediate per salvaguardare continuità territoriale e diritti da garantire agli isolani che non devono più subire il ricatto imprenditoriale e l’illegalità oggi esistente, dando al settore un assetto stabile  nel diritto.Da qui la riproposizione di uno scritto ancora attuale già inoltrato anche al Prefetto di Napoli nella passata serrata  (o meglio interruzione di pubblico servizio ) dal Comitato interisolano per la Mobilità.
Forio 07 gennaio 2009
Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Marzo 2009 12:32
 
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